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Danni per maltempo,
il Codacons denuncia la Regione:
«Disastro ambientale e omissione atti d’ufficio»

EMERGENZA - L'associazione chiede alla procura di Ancona di verificare se i fondi stanziati dallo Stato per interventi idrogeologici siano stati utilizzati per mettere in sicurezza le aree a rischio e in che modo
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Carlo Rienzi

 

«Nel 2019 sono stanziati 9,4 milioni di euro per 13 interventi urgenti contro dissesto idrogeologico. Magistratura verifichi se la Regione Marche ha speso questi soldi e come siano stati spesi. No allo stato d’emergenza se la Regione non si è attivata per realizzare interventi». A dirlo è il Codacons Marche che annuncia di aver presentato oggi una denuncia penale alla Procura di Ancona contro la Regione. L’associazione chiede di aprire una indagine sull’amministrazione regionale per verificare l’utilizzo dei fondi messi a disposizione dal “Piano nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico” e, in caso di mancata attuazione degli interventi programmati dal piano, procedere nei confronti dei vertici regionali per le possibili fattispecie di concorso in disastro ambientale e omissione di atti d’ufficio.

Maltempo a Portonovo

Il Piano in questione, noto anche come Piano ProteggItalia, è stato adottato con decreto del presidente del Consiglio dei Ministri del 20 febbraio 2019, e approvato sia dal Cipe con la Delibera n. 35 del 24 luglio 2019, sia dalla Corte dei Conti lo scorso settembre – spiega il Codacons – Il provvedimento individua un elenco di progetti e interventi infrastrutturali immediatamente eseguibili in tutta Italia sul fronte della messa in sicurezza del territorio, “aventi carattere di urgenza e indifferibilità”, e per quanto riguarda le Marche mette da subito a disposizione della Regione 9,4 milioni di euro per finanziare 13 interventi urgenti volti a contrastare frane e alluvioni. Nello specifico le opere individuate nelle Marche come prioritarie e urgenti nell’ambito del Piano per la mitigazione del rischio idrogeologico sono la manutenzione del fiume Cesano a Mondavio sul monte Porzio, la sistemazione del fiume Foglia a Pesaro, la manutenzione delle opere costiere a Marina di Campofilone, la messa in sicurezza della zona del Cardeto ad Ancona, il consolidamento del versante a Belvedere Ostrense, la stabilizzazione della frana in via San Germano a Camerano, la mitigazione del rischio idraulico del fiume Aso tra Campofilone, Montefiore e Lapedona, olre a stabilizzazioni a Tavullia.

Nella colonna a destra l’importo dei finanziamenti per ogni intervento

«Vogliamo sapere se la Regione ha speso tali soldi messi a disposizione dallo Stato e come sono stati utilizzati i fondi- afferma il presidente Codacons, Carlo Rienzi – Gli stanziamenti erogati sono infatti immediatamente utilizzabili dalle amministrazioni, e dovevano essere usati proprio per mettere in sicurezza le aree a rischio ed evitare la devastazione del territorio registrata negli ultimi giorni in Italia». «Non solo – conclude –  Se la Regione non si è attivata per realizzare gli interventi individuati come urgenti nel Piano, dovrà essere negato lo “stato di emergenza” e tutti i fondi connessi, mentre i cittadini delle zone coinvolte da frane e alluvioni potranno avanzare richiesta di risarcimento contro l’amministrazione regionale».

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