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Taglio del nastro al Buon Pastore
«E ora cittadella universitaria
nel cuore della città»

ANCONA – Il governatore Ceriscioli ha anticipato che la Regione sta trattando con il Comune una permuta tra l’area sportiva di Pietralacroce e l’ex caserma Fazio per realizzare un altro studentato. «Coltiviamo anche l’idea di utilizzare il vecchio Salesi per altri alloggi studenteschi»
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Un tassello della nuova città universitaria di Ancona, un’opportunità per il rilancio del suo centro storico. È stata la chiave di lettura dell’inaugurazione, stamattina, dello studentato del Buon Pastore nell’edificio storico del 1628, dal 2007 dell’Ersu (oggi Erdis). Dopo 40 anni di stop and go, progetti rivisti e corretti e persino un ordigno bellico rinvenuto lo scorso agosto, causa dell’ennesima battuta d’arresto, oggi l’ex convento è stato restituito alla città – con tanto di benedizione dell’arcivescovo Angelo Spina -, dopo un investimento di 19 milioni di euro, come ‘casa degli universitari’ dotata di 88 posti letto. Ed alcuni fortunati potranno anche godersi l’affaccio sul porto. «Era un cantiere bloccato, rischiava di trasformarsi un’incompiuta. Quello di oggi è un passaggio importante per la Regione – ha commentato il governatore Luca Ceriscioli – che sta investendo per accrescere i posti letto disponibili. Riuscire a farlo nel centro storico, creando un connubio tra studenti e città, moltiplica il valore sociale dell’intervento». Il presidente ha poi anticipato che palazzo Raffaello sta trattando con il Comune una permuta tra l’area sportiva di Pietralacroce e l’ex caserma Fazio, attigua al Buon Pastore, «per realizzare un altro studentato. Coltiviamo anche l’idea di utilizzare il vecchio Salesi, una volta pronto il nuovo ospedale, per altri alloggi studenteschi, con l’obiettivo di creare una cittadella nel cuore di Ancona».

La sindaca dorica Valeria Mancinelli, ha puntato l’accento sul fatto che «lo studentato riporta vita e attività nel cuore di Ancona. È un modo concreto per declinare lo slogan cittadino di Ancona Città Universitaria, accogliente nei confronti degli studenti, in particolar modo di quelli fuori sede. È l’inizio della futura Cittadella dello studio, perché altri progetti sono in cantiere, grazie a una strategia condivisa tra Regione, Comune e Università». Pensiero condiviso dal rettore della Politecnica delle Marche, Gian Luca Gregori, che ha tracciato il futuro del Buon Pastore come quello di «un luogo di riferimento per la città. In questi anni l’Università ha perso 700 studenti e ha un numero di studenti stranieri molto basso, attorno all’1%.

Il governatore Ceriscioli, il rettore Gregori e la sindaca Mancinelli

Dobbiamo migliorare, puntando sull’internazionalizzazione dei corsi universitari, ma occorre potenziare anche la logistica per ospitare i ragazzi. Occorre ragionare sul tema dell’accoglienza, perché siamo comunque l’università marchigiana più grande come numero di studenti iscritti. Da questo punto di vista, il progetto del Buon Pastore, insieme ad altri che arriveranno, è un progetto per l’università, ma anche per la città». Le conclusioni sono toccate ad Angelo Brincivalli, direttore generale Erdis Marche, che ha confermato come «disponiamo già di 96 posti letto nello studentato di via Scosciacavalli, adiacente al Buon Pastore. Dovremmo, a breve, riaprire quello di via Saffi al porto, che dispone di 70 posti letto, l’ex caserma Fazio con altri 60 posti letto e poi gli ex depositi del grano di Via del Cardeto. Non sono progetti fantasiosi, ma già finanziati dal ministero della Pubblica istruzione e in graduatoria. I fondi ci sono e vanno solo sbloccati. L’intervento di restauro e risanamento del Buon Pastore, che ha riguardato un’area complessiva di 5.746 metri quadri, ha visto un finanziamento di 19 milioni di euro, di cui 4,5 milioni arrivati dal Miur, 8,3 milioni da Ubi Banca, 4,1 milioni dalla Regione, 600mila euro dal Comune e 1,3 milioni dall’Erdis.

(foto di Giusy Marinelli)

Un ordigno bellico nel piazzale, altro stop per il Buon Pastore

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