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Raffica di furti d’auto nelle Marche,
la banda finisce in manette (Video)

“RADIATOR SPRINGS” - Nove i colpi messi a segno a Macerata, altri quattro a Civitanova. In tutto 36 i furti consumati anche in Abruzzo ed Emilia Romagna. Quattro gli arresti messi a segno nel Foggiano. Analizzati 2 milioni di dati di traffico telefonico. L'indagine dei carabinieri durata 5 mesi
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di Gianluca Ginella (Foto di Fabio Falcioni)

Nove auto rubate a Macerata, quattro a Civitanova, altri colpi nel Fermano, nell’Ascolano e poi in Abruzzo ed Emilia Romagna, in tutto 36: in manette una banda specializzata che partiva dalla Puglia per mettere a segno furti compiuti soprattutto nelle vicinanze delle uscite dell’A14.

La presentazione dell’operazione, da sinistra: il colonnello Walter Fava, il procuratore Giovanni Giorgio, il colonnello Michele Roberti, il tenente Massimiliano D’Antonio

Una indagine, quella condotta dai carabinieri del comando provinciale di Macerata, partita lo scorso maggio in seguito a furti avvenuti nel Maceratese e che si è conclusa con le quattro ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari che sono stati eseguiti questa mattina a Cerignola e disposti dal gip Claudio Bonifazi su richiesta della procura. In manette sono finiti un 21enne, un 25enne, un 36enne di Cerignola e un 30enne romeno.

La banda partiva la notte dal Foggiano e raggiungeva gli obiettivi, trovava la vettura o le vetture da rubare e poi, spenti i cellulari, agiva sostituendo la centralina dell’auto con una modificata che consentiva di bypassare i sistemi d’allarme e permetteva di prendere possesso dell’auto (a quel punto era solo necessario forzare le serrature con metodi più classici).

Il procuratore Giovanni Giorgio

I carabinieri hanno chiamato l’indagine Radiator springs (rifacendosi al film Cars della Disney) e ricostruito 36 furti di auto: 13 nel Maceratese. Di questi, 9 a Macerata (Santa Croce, Collevario, via Pace, via Spalato, via Carradori e a Sforzacosta) altri 4 a Civitanova, in centro e nella città alta. Sette i colpi in provincia di Fermo (Porto San Giorgio, Porto Sant’Elpidio, Sant’Elpidio a Mare), un paio in provincia di Ascoli, e un paio in provincia di Pesaro. Altri 7 in Abruzzo e cinque in Emilia Romagna. Il primo colpo nel Maceratese risale al 27 febbraio scorso ed era stato compiuto a Civitanova.

I carabinieri guidati dal colonnello Michele Roberti, comandante provinciale, hanno agito in forze analizzando più di 2 milioni di contatti telefonici grazie al lavoro del Nucleo investigativo del reparto operativo di Macerata (diretto dal colonnello Walter Fava), in questo modo è stato controllato il traffico telefonico in occasione dei furti (che venivano compiuti tra le 3 e le 4 di notte).

Il comandante provinciale dei carabinieri Michele Roberti

I malviventi una volta giunti sul luogo dove volevano colpire spegnevano i cellulari e si tenevano in contatto con dei ricetrasmettitori. Decisiva «l’individuazione dell’auto che faceva da staffetta, quella usata dalla banda per compiere i furti» ha spiegato il procuratore Giovanni Giorgio che ha sottolineato come si sia trattato di «una indagine articolata». L’auto precedeva quella rubata nei viaggi di ritorno in Puglia dove poi i veicoli venivano «cannibalizzati. Il 30 luglio sono state ritrovate numerose carcasse di auto a Cerignola. Importante è stato anche trovare l’impronta digitale di uno degli indagati su una vettura che non erano riusciti a rubare». Le auto che venivano prese di mira erano Volkswagen Golf, Tiguan, Up, Audi A3, Seat Leon e Ibiza. «L’indagine ha coinvolto tutto il personale del comando provinciale, c’è stato un grosso impegno da parte di tutti. Furti hanno destato un forte allarme sociale in quel periodo e abbiamo cercato di dare risposte» dice il tenente Massimiliano D’Antonio che comanda il Nucleo operativo di Macerata. Il guardano illecito accertato per i 36 furti si aggira sui 500mila euro.

Carcasse di auto ritrovate dai carabinieri

Mappe dei furti a Macerata

I furti a Civitanova

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