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Monitoraggio delle esalazioni,
c’è l’accordo tra Comune e Arpam

FALCONARA - Saranno attivati sei box campionatori per le sostanze organiche volatili (Cov), che si aggiungono alla app per le segnalazioni. Il sindaco Signorini: «Progetto innovativo che concretizza l’impegno preso in campagna elettorale»
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foto d’archivio

 

Dall’accordo tra Comune di Falconara e Arpam nasce un progetto innovativo, unico in Italia, per il monitoraggio delle esalazioni. La giunta Signorini ha espresso parere favorevole all’accordo di collaborazione tra il Comune di Falconara e l’Arpam per l’attuazione del ‘Sistema di controllo e monitoraggio delle immissioni odorigene nel Comune di Falconara’, nato dal Progetto Ambiente lanciato dal sindaco Stefania Signorini nell’agosto 2018. L’accordo, che sarà sottoscritto a breve, è valido fino al 31 dicembre 2022, con la possibilità di rinnovarlo. «Con l’accordo – è il commento del sindaco Stefania Signorini – si concretizza uno degli impegni presi in campagna elettorale in tema ambientale. Poter analizzare le sostanze potenzialmente associate alle esalazioni ci aiuterà anche a individuarne la fonte e a stabilire quali misure siano necessarie per fronteggiare il fenomeno. Questo è il risultato di un percorso importante avviato subito dopo le elezioni e che ha portato Falconara a ottenere ben 14 nuovi dispositivi per un monitoraggio capillare della qualità dell’aria: arriveranno sei nuovi box campionatori per le sostanze organiche volatili, cui si aggiungono le otto centraline già attivate per le polveri sottili».  Il progetto aveva cominciato a prendere forma nell’ottobre 2018 dopo un incontro tra il primo cittadino falconarese e i tecnici Arpam e si è concretizzato a giugno con l’attivazione della App Odornet, che permette ai cittadini di segnalare da smartphone la presenza di esalazioni.

Il sindaco Stefania Signorini

Stando all’accordo, il prossimo passo, da attuare breve, è l’installazione di box attivabili da remoto. I dispositivi campioneranno l’aria subito dopo le segnalazioni per identificare i principali composti organici volatili (Cov), che finora non sono stati mai monitorati. Sarà installata anche una stazione meteo base. La strumentazione ha lo scopo anche di risalire alla provenienza delle emissioni. Uno dei box è finanziato dall’Arpam ed è già stato attivato a Palazzo Bianchi, gli altri cinque saranno finanziati dalla raffineria Api e saranno posizionati in aree preferibilmente pubbliche nelle zone in cui sono state più frequenti le segnalazioni. I dati raccolti attraverso i box saranno esaminati nei laboratori Arpam. Sono previste anche campagne di indagini per conoscere in modo particolareggiato le sostanze aerodisperse, in particolare polveri e specifici analiti (metalli e Ipa) a essi associate, utili per capire quanto incidano nella qualità dell’aria le immissioni delle diverse realtà presenti sul territorio. Durante le situazioni di emergenza l’Arpam garantirà agli enti coinvolti (a partire da Comune e vigili del fuoco) la visualizzazione dei dati rilevati dalle stazioni fisse. «Per il posizionamento dei nuovi box campionatori – spiega l’assessore all’Ambiente Valentina Barchiesi – saranno tenute in considerazione tutte le segnalazioni ricevute, sia quelle telefoniche arrivate negli anni, che quelle inoltrate con la nuova App. Abbiamo già una mappatura delle segnalazioni che copre tutto il territorio comunale, anche le aree dove finora l’aria non è stata monitorata. Eppure a Falconara ci sono più fonti di pressione ambientale». Gli obiettivi del sistema di controllo e monitoraggio sono individuare le aree maggiormente interessate dalle esalazioni, accertare quali sostanze siano presenti nell’aria e a quali concentrazioni, quali siano le sorgenti. Con l’accordo, l’Arpam si impegna a installare i box campionatori, gestire la rete di monitoraggio, elaborare le informazioni raccolte con la App Odornet, predisporre rapporti periodici sull’attività svolta e i dati raccolti, farsi carico della manutenzione delle attrezzature. Il Comune metterà gratuitamente a disposizione le aree pubbliche o reperirà le aree private per installare i box campionatori, si farà carico delle spese per i servizi di rete (come l’elettricità), gestirà il sistema di videosorveglianza in dotazione ai campionatori, si farà carico dell’assicurazione sulle attrezzature, metterà a disposizione i propri tecnici in supporto a quelli dell’Arpam e collaborerà con l’Agenzia per la presentazione dei risultati ai cittadini. L’investimento complessivo è stimato in oltre 400mila euro per tre anni di attività di monitoraggio, cifra che comprende le attrezzature (solo i box campionatori hanno un costo di 30mila euro ciascuna), la loro installazione e manutenzione, l’acquisto e la gestione della App e il costo del personale.

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