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Ospedali Riuniti,
diminuiscono gli infortuni sul lavoro

ANCONA - Il report dell'azienda ospedaliera per il 2018. Dal 2014 i sinistri sono passati da 292 a 220. La categoria più colpita, quella degli infermieri
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L’ospedale di Torrette (foto d’archivio)

 

Nel 2018 gli infortuni sul lavoro dei dipendenti degli Ospedali Riuniti sono diminuiti rispetto agli anni precedenti: il totale delle denunce è passato da un valore di 292 nell’anno 2014 a 220 nel 2018. Di questi, gli infortuni di interesse prevenzionistico (escludendo quindi gli infortuni non riconosciuti, quelli in itinere, le riaperture di vecchi infortuni), da 204 del 2014 sono passati a 160 nel 2018. Tra gli infortuni esaminati, più della metà sono dovuti a contatto con materiale biologico potenzialmente infetto, circa un terzo sono dovuti a cause di tipo accidentale (urti, cadute, scivolamenti, etc.), il 12% circa sono lesioni da sforzo occorse durante operazioni di movimentazione manuale di pazienti o carichi, infine una minima percentuale è dovuta a contatto con sostanze chimiche pericolose.  Andando ad esaminare in maniera più approfondita gli infortuni da rischio biologico, più della metà sono dovuti a puntura d’ago. A questo proposito, l’azienda sanitaria ha adottato già da qualche anno dispositivi di sicurezza che incapsulano i pungenti dopo l’uso proteggendo maggiormente l’operatore. La figura professionale maggiormente interessata dagli infortuni è l’infermiere, seguita dal medico, in quanto si tratta delle figure che maggiormente eseguono manovre invasive sui pazienti. Anche le denunce di malattie professionali appaiono scarsamente significative (5 in un intero anno in corso di istruttoria ad opera dell’INAIL). Nel 2017 gli infortuni denunciati erano stati 270.

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