facebook rss

Consigli territoriali di partecipazione,
Fdi: «cambio di passo o ci dimettiamo»
Aic: «amministrazione imbarazzante»

ANCONA – I due gruppi di opposizione si scagliano contro la gestione dei Ctp, «ridotti a scatole vuote al servizio della propaganda del Pd». Nel mirino, i progetto della Casa di Quartiere e dei Vigili di Quartiere, rispettivamente a Ponterosso ed al Piano
Print Friendly, PDF & Email

I consiglieri dei ctp in quota Fratelli d’Italia con il capogruppo comunale Angelo Eliantonio

 

di Martina Marinangeli

Nati come strumento democratico e collante tra cittadini ed amministrazione, la oro gestione è finita nel mirino delle opposizioni perché «sono stati ridotti a scatole vuote al servizio della propaganda del Pd». Sono in particolare Altra Idea di città e Fratelli d’Italia a puntare il dito contro la giunta Mancinelli sul tema dei Consigli territoriali di partecipazione, sorti dalle ceneri delle circoscrizioni, ma senza averne il potere deliberativo, né un budget assegnato. «I CTP si stanno rivelando la fiera della vanità dell’assessore Foresi – tuona Angelo Eliantonio, consigliere comunale di Fdi – perché, oltre a non funzionare dal punto di vista istituzionale, sembrano essere stati costruiti e pensati per essere utilizzati ad uso e consumo dell’Amministrazione Mancinelli. Per questo, se non ci sarà un cambio di passo immediato, i nostri consiglieri sono pronti a dare le dimissioni, ed invitiamo gli eletti delle liste di opposizione a fare altrettanto». Un attacco frontale condiviso dal capogruppo di Aic, Francesco Rubini, che per primo, insieme ai consiglieri eletti nei Ctp nelle fila di Altra idea di quartiere, ha sollevato la questione: «fin dall’inizio il nostro movimento, presente con ben 24 eletti e due presidenti, seconda forza in questi organi, ha denunciato le molteplici falle di uno strumento che rischia ogni giorno di più di trasformarsi in una scatola vuota al servizio della propaganda del Pd e dell’amministrazione comunale- va dritto al punto Rubini –. Il Comune, oltre a non aver minimamente predisposto i mezzi amministrativi ed organizzativi per far funzionare i Ctp come dovrebbero, ha avuto fin da subito un atteggiamento di totale chiusura evitando ogni confronto vero con i tanti cittadini eletti volenterosi di impegnarsi per la città. Tale atteggiamento ha travalicato ogni limite, violando il regolamento stesso che prevede la consultazione dei Ctp in sede di bilancio, con la scelta da parte dell’amministrazione comunale di non coinvolgere tali organi nella presentazione e discussione del bilancio di previsione, arrivando in Consiglio comunale il giorno della votazione senza aver neanche avuto la decenza di trasmettere le carte agli eletti nei quartieri.

I consiglieri in quota Altra idea di città con il capogruppo Francesco Rubini

Appare evidente che questo tipo di approccio conferma ciò che denunciamo da mesi: il Pd intende fare dei Ctp un vero e proprio comitato elettorale perenne, una sorta di braccio armato nei quartieri, evitando qualsiasi tentativo di confronto e dibattito». La denuncia viene declinata anche dai consiglieri dei Ctp eletti in quota Fdi: «nonostante la parola partecipazione sia presente nella maggior parte degli articoli del regolamento, in realtà, di fatto, è proprio il coinvolgimento degli eletti ad essere assente» ha denunciato Angelica Lupacchini, consigliera Ctp 3, parole a cui fanno eco quelle di Francesco Novelli, dello stesso Ctp, che sottolina come, «ai sensi dell’art.8 abbiamo chiesto chiarimenti rispetto all’inchiesta Ghost Jobs, ed in particolare in relazione alla gestione delle gare di appalto del progetto di riqualificazione degli Archi con il bando delle periferie, senza ricevere risposta». La vicepresidente del Ctp 5, Orlanda Latini, ha posto l’attenzione «sull’inaugurazione, nel 2019, della prima Casa del Quartiere in ambito regionale, ad oggi chiusa, e noi non siamo stati coinvolti nel progetto». «Abbiamo evidenziato 3 criticità – fa notare Tommaso Perticaroli, consigliere Ctp5 – : la prima legata ai tempi e alle modalità di intervento rispetto alle segnalazioni, la seconda relativa alla sensazione che i pochi interventi effettuati dall’amministrazione comunale su impulso dei Ctp fossero solo quelli già programmati da tempo, la terza in virtù dell’ambiguo utilizzo dei verbali che vengono redatti durante le sedute; che fine fanno? I Consiglieri comunali ne prendono visione?». «Inoltre – aggiunge Paola Sargentoni – consigliere Ctp6 –l’ufficio di vigilanza, sponsorizzato con grande risonanza mediatica dal sindaco Mancinelli come presidio fisso dei Vigili di quartiere, costituito il 3 Dicembre scorso in piazza Ugo Bassi, in realtà è solo una grande operazione spot che non risolve i problemi dei residenti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X