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Inaugurazione dell’anno giudiziario
nel segno della protesta degli avvocati:
«Carenze d’organico non più tollerabili»

ANCONA - Prima il sit in davanti al tribunale indetto dalla Camera Penale, poi le parole dure lette dal presidente Maurizio Miranda durante la cerimonia. Tra i punti anche la riforma della prescrizione. Terminato il discorso, i legali hanno abbandonato l'aula in segno di dissenso
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Il sit in fuori dal tribunale

 

di Federica Serfilippi (Foto di Giusy Marinelli)

Prima il sit in di protesta di fronte al tribunale di Ancona con tanto di striscione allestito dalla Camera Penale, poi il lungo e incisivo discorso presentato dal presidente degli avvocati anconetani Maurizio Miranda. Infine, l’abbandono dell’aula dove si stava celebrando l’inaugurazione dell’anno giudiziario.

Il presidente MIranda durante il suo intervento

E’ stata una cerimonia all’insegna della protesta delle toghe doriche quella che si è svolta questa mattina al tribunale di corso Mazzini, per la prima volta architettata all’interno dell’aula della Corte d’Assise e non nell’atrio del palazzo. Prima del discorso del presidente della Corte d’Appello Luigi Catelli, almeno cento avvocati si sono raggruppati di fronte all’ingresso principale del tribunale. Tutti uniti, tutti a manifestare contro «le gravi carenze del sistema giustizia», dalle mancanze di organico negli uffici dei tribunali, passando per la riforma che stoppa la prescrizione. «E’ inutile anche solo parlare di tempi certi dei processi se non vengono stanziate risorse economiche adeguate e manca il personale negli uffici» hanno detto gli avvocati. Lo stesso concetto è stato poi anche ribadito durante l’intervento in aula del presidente dell’Ordine anconetano Maurizio Miranda. «Non è più tollerabile che ci siano vacanze ormai croniche nella dotazione degli uffici – ha detto il presidente –  ed è altrettanto intollerabile il costante e perdurante silenzio di chi sarebbe tenuto a consentire il rispetto delle previsioni della pianta organica. Non è tollerabile che le cancellerie civili continuino a registrare una continua riduzione del personale che costringe ad accorpare più funzioni presso un unico ufficio e sulle spalle di una persona sola, come pure non è tollerabile una cronica carenza di funzionari amministrativi». Stando a quanto riportato da Miranda «La procura generale ha un organico incompleto e destinato ad essere ancor più spoglio sempre per imminenti pensionamenti cui non seguono contestuali immissioni in servizio. La procura della Repubblica presso il tribunale ha una vacanza rispetto alla pianta organica di quasi il 40%, evidenza insostenibile per un Ufficio con funzioni distrettuali». E ancora: «Non è più tollerabile che le carenze di organico costringano ad aperture degli sportelli a piccoli sprazzi, con orari che rendono impossibile l’accesso agli atti e le consultazioni dei fascicoli, soprattutto quando ciò riguarda uffici di rilievo regionale cui accedono colleghi provenienti anche dagli altri Fori.

La sala della cerimonia

La carenza di organico è un male che veramente affligge tutti gli uffici giudiziari di questo distretto ed è con evidenza una delle ragioni, forse la più importante, che non consente ad alcun tipo di processo – civile o penale – di procedere con la celerità che la Costituzione impone». Il presidente ha anche parlato delle perplessità legate alla riforma sulla prescrizione, una riforma che ha più volte fatto scattare la protesta degli avvocati, intervenuti addirittura lo scorso dicembre a Roma con una ‘maratona oratoria’. «E’ ora di dire basta a riforme disorganiche e spezzettate che non portano alcun beneficio ai cittadini – siano essi imputati o persone offese – e che rappresentano una vera e propria compressione di ogni garanzia costituzionale» ha detto il presidente. Al termine del suo intervento, è scattato un lungo applauso da parte dei colleghi togati. Il preludio dell’abbandono, in segno di protesta, dell’aula si stava celebrando l’inaugurazione dell’anno giudiziario.

 

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