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Entra di ruolo al Conservatorio a 49 anni:
«Ragazzi credete in quello che fate»

JESI - Dopo oltre 10 anni di insegnamento precario, finalmente per Massimo Gianangeli arriva la nomina a Genova e l'incarico a tempo indeterminato. Un sogno che si realizza, il messaggio ai suoi studenti: «Non mollate mai. Perché se per lavoro fai ciò che ami, di fatto è come se non lavorassi mai»
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Massimo Gianangeli, jesino, primo trombone della Form

 

di Talita Frezzi

Si è innamorato della musica lirica a 5 anni, punzecchiato – è il caso di dirlo – da mamma e papà, non musicisti ma melomani, che lo portavano con loro a teatro ad assistere alle opere liriche. E quando musica, canto, costumi e recitazione ti entrano nel cuore, è difficile farle uscire. Anzi impossibile. Oggi a 49 anni Massimo Gianangeli, jesino, primo trombone dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana Form è uno che ce l’ha fatta: ha finalmente ottenuto la nomina di ruolo a insegnante di trombone al Conservatorio di Genova, dove insegnava da collaboratore precario da 10 anni. Una grande vittoria dei suoi sogni e l’esempio che chi non molla, prima o poi ce la fa. E’ lui stesso a raccontarsi.  «L’amore per la lirica mi è entrato negli occhi di bambino accompagnandomi per tutta la vita – racconta con emozione Massimo Gianangeli – dalle prime esperienze, quelle che considero una palestra di vita, nella banda musicale di Jesi, fino alla carriera concertistica che ho perseguito studiando e diplomandomi al Conservatorio Rossini di Pesaro. Il mio primo contributo all’Orchestra lo diedi 30 anni fa, quanto tempo. Ma non mi sono mai pentito, anzi nonostante la vita da girovago, tanti km macinati, bettole in cui ho dormito appoggiandomi per partecipare ai concerti, un mese a Parma, poi alla Rai, tre anni a Milano, tre a Roma, poi torni a Jesi e riparti…insomma, tante difficoltà ma un sogno grande da inseguire, quello della musica».

Gianangeli dunque è primo trombone dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana, tante esperienze in tutta Italia e all’estero, masterclasse e concerti, opere e lezioni per far innamorare, a loro volta, gli studenti come è successo per lui molti anni fa. Oggi il risultato di tanti sacrifici è nero su bianco, una nomina che premia i suoi 10 anni di insegnante precario a Genova. «E così, alla giovane età di 49 anni anche per me è arrivato il posto stabile – ironizza – ero ancora incredulo quando stamattina ho firmato finalmente il contratto a tempo indeterminato. Una grandissima gioia, anche perché insegnavo al Conservatorio di Genova dal 2010 a contratto annuale, due giorni a settimana per raggiungere un monte ore annuo. Ci speravo tanto, anche perché lo scorso anno avevano preso i primi sette in graduatoria e io ero il primo degli esclusi, quindi mi ha fatto ancora più rabbia. Poi ho continuato a lavorare in proroga del contratto dello scorso anno ma senza un incarico ufficiale, ero un po’ in ansia. Quando finalmente mi hanno comunicato la notizia avevo una sensazione strana. Certamente gioia, soddisfazione, ma c’è anche qualcos’altro – racconta ancora – una volta pensavo che il posto stabile potesse essere il presupposto per una carriera musicale professionale piena di soddisfazioni. Poi, siccome la vita non va mai come te la immagini, è successo che ho smesso di pensarci e, seppur da collaboratore ospite, docente a tempo determinato, le soddisfazioni e una bella vita professionale sono arrivate lo stesso. Ci sono stati tempi difficili, periodi in cui per lavorare toccava fare una settimana di qua, l’altra di là, in giro per tutta Italia. Non so quante audizioni, quante masterclass, quante lezioni ho preso per cercare di fare meglio possibile questo lavoro difficilissimo. E soprattutto, quante ore passate a studiare».

Massimo Gianangeli all’Arena di Verona

Però da ieri, con la nomina, Gianangeli ha messo a fuoco una cosa importante: mai una volta, davvero mai gli è capitato di pensare di smettere, cambiare lavoro o mollare. Sarebbe stato facile dopo tanti anni di precariato, invece no. «Spero che questo passaggio di oggi, sicuramente importante per la mia vita, mi aiuti a trasmettere al meglio ai miei studenti questo messaggio – conclude – credete in quello che fate e non mollate mai! Perché se per lavoro fai ciò che ami, di fatto è come se non lavorassi mai». E per restare in tema con questa bella melodia, stasera il primo trombone della Form si esibirà in concerto con il maestro Ezio Bosso a Pesaro replicando il concerto delle Muse. Il miglior modo per festeggiare un traguardo tanto importante.

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