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Capitale italiana della Cultura:
«Tutta Italia deve rimanere
con lo sguardo su questa città»

ANCONA - Incontro aperto alla cittadinanza, stasera alla Mole, durante il quale è stata presentata la traccia del dossier per cui l'amministrazione ha chiesto contributi ad altre istituzioni e privati. L'assessore Marasca: «La candidatura è una grande occasione: dal punto di vista culturale c'è la possibilità di svolgere un ruolo importante per tutto il paese»
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L’assessore Marasca e la sindaca Mancinelli alla Mole

 

Ancona si candida a Capitale italiana della Cultura 2021 puntando sul tema dell’Altro. È l’assessore alla Cultura Paolo Marasca ad aver tracciato le direttrici del dossier – aperto ai contributi di altre istituzioni, società civile e cittadinanza – questa sera in una gremita sala Boxe della Mole. «Ancona è una città fatta e disfatta dall’Altro e con l’Altro. Durante la guerra con l’altro, o con gli eventi calamitosi, è quasi morta, ma poi è sempre rinata. Anche il nostro carattere, quello degli anconetani, è così: particolare e peculiare. Se non vinciamo, avremo innescato un processo che comunque sarà impossibile fermare». E ancora: «La candidatura rappresenta una grande occasione, perché comunque vada Ancona ha la possibilità di svolgere in tutto il paese un ruolo importante a livello culturale. C’è interesse da parte della cultura nazionale verso Ancona: invece che guardarci ogni tanto, tutto il paese deve rimanere focalizzato su questa città, sempre in costante movimento e dove si sviluppano anche sistemi innovativi di fare cultura».  Il dossier con accluso il progetto va consegnato al Mibact entro il 2 marzo e, tra le adesioni raccolte, spiccano quella dell’Università Politecnica delle Marche e dell’Ateneo di Macerata, oltre a comuni importanti come Senigallia. Ed ancora, la Provincia, la curia, la comunità ebraica, l’Istao, l’Autorità portuale. Collaborazione anche con la ‘rivale’ Fano, città che, come Ancona, si è candidata all’ambito riconoscimento: «Dobbiamo allargare il territorio per avere carte vincenti – spiega Marasca –: ieri ci siamo incontrati con Fano in Regione ed abbiamo stabilito che ognuna delle due città presenterà il proprio progetto, ma collaborando». Uno spirito di cooperazione con il resto del territorio regionale che, finora, non ha caratterizzato il capoluogo ma, secondo la sindaca Valeria Mancinelli, qualcosa sta cambiando: «la candidatura è uno di quegli eventi della vita della comunità in cui forse è più importante partecipare che vincere, ed il processo è più importante del prodotto finale. Il percorso che stiamo avviando non è il riconoscimento per quello che si è stati, ma per quello che si intende essere, per il progetto che si vuole fare, per quello che si farà. La genesi è l’elemento più importante e l’obiettivo del bando è un progetto che miri a migliorare la città nel suo insieme. La nostra comunità sta vivendo una fase della propria storia in cui, da un lato, c’è la ricerca di una più forte identità da ridefinire in questo tempo; dall’altro, comincia a credere che sia non solo un’esigenza, ma una possibilità reale. Comincia a crederci. E comincia a credere che la ridefinizione di se stessi può avvenire non per contrapposizione ad altri, ma nella relazione con gli altri, in primo luogo con il resto del territorio regionale, tema storico di Ancona, che non si sente più un’isola».

La sala Boxe

Quello di oggi è stato il primo di una serie di confronti con i cittadini per definire la strategia del progetto e l’amministrazione ha preparato una dispensa di lavoro scaricabile online – dove sono contenuti indirizzo strategico e modulistica – alla quale, chiunque voglia, potrà portare contributi o apporre modifiche. «Ancona si candida perché non è una città di cultura come si intende di solito, è più singolare», sintetizza Marasca, che focalizza i punti forti della città nel «teatro, uno dei 16 di rilevante interesse culturale d’Italia (riconoscimento raggiunto in 17 anni,, e sono pochi per un teatro che ha subito le devastazioni subite dal nostro), la Mole ed i suoi eventi, i 5 musei, la Biblioteca – che quando sarà sistemata, sarà una risorsa – i festival come il Kum».

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