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Rubinetti a secco, Berardinelli (Fi):
«Mancanza di prevenzione»
VivaServizi: «12 milioni di investimenti»

ANCONA - Il consigliere dell'opposizione punta il dito contro l'Amministrazione per il problema che questa mattina ha mandato in tilt la parte centrale della città. Clementi, presidente della società che gestisce la rete idrica: «Il problema? Possibile difetto di fabbricazione della conduttura»
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Il consigliere comunale di Forza Italia, Daniele Berardinelli

 

«Negli anni nessun investimento serio nella prevenzione nonostante le voragini già aperte in tutta la città, ad iniziare praticamente nello stesso punto mesi fa, o in via Raffaello Sanzio dove finì inghiottita una intera automobile: nessun radar avanzato o uno dei robot di ultima generazione, e comunque nessun controllo per prevenire rotture con relativi costi e disagi». Così il consigliere di Forza Italia Daniele Berardinelli sull’emergenza idrica che sta accompagnando la città fin da questa mattina, a causa della rottura di una tubazione tra piazza Cavour e il viale della Vittoria.  «Sono oramai diversi anni che ciclicamente nella nostra città si verificano rotture importanti delle condotte idriche, senza che l’amministrazione Mancinelli decida di porre rimedio ai costi e ai disagi che i cittadini anconetani sono costretti a subire. E questa volta i disagi sono stati enormi, e in forte ritardo le comunicazioni ufficiali, nonostante le tante ore a disposizione, dalle tre della notte scorsa: case senza acqua per ore, scuole con grandi problemi per la mancanza d’acqua negli impianti igienici (in alcune classi pochissimi alunni presenti), addirittura un ospedale con pazienti delicatissimi come il Salesi, in forte difficoltà. Anche gli uffici della Regione Marche sono stati costretti a chiudere per motivi igienici». Le conclusioni del consigliere: «E dire che la sindaco Mancinelli è doppiamente responsabile in quanto oltre ad essere sindaco già da quasi sette anni, ha ricoperto anche il ruolo di Presidente di Multiservizi negli anni precedenti, senza che la sua città fosse seguita con attenzione, basti ricordare anche il problema degli svernamenti in mare che bloccano ogni estate la balneazione in tante spiagge anconetane».

Moreno Clementi, direttore Viva Servizi

A stretto giro di posta arriva la nota di Viva Servizi, con il direttore Moreno Clementi che, per prima cosa, a nome dell’azienda, «porge ai cittadini di Ancona le nostre scuse per i disagi arrecati. Purtroppo – spiega –  intorno alla 3 della scorsa notte si è prodotta una rottura in una conduttura di ghisa sferoidale del diametro di 45 cm provocando una fuoriuscita di 200 litri di acqua al secondo. I nostri tecnici, in collaborazione con i Vigili del Fuoco, sono intervenuti immediatamente per fermare l’erogazione e avviato i lavori di ripristino della condotta. Al contempo abbiamo provveduto a creare dei bypass per fornire l’acqua a macchia di leopardo alle utenze coinvolte, installato dei punti di erogazione presso la piscina del Passetto e in piazza Cavour, posto immediatamente un’autobotte nei pressi dell’ospedale Salesi e altre due in piazza del Senato e in piazza Sangallo. Inoltre – prosegue Clementi – i nostri operatori, insieme ai volontari della Protezione Civile, hanno portato a casa a tutti i soggetti che ne hanno fatto richiesta perché impossibilitati a muoversi, acqua minerale. Le cause le indagheremo, per ora le ipotesi riguardano il difetto di fabbricazione del tubo o le sollecitazioni dovute all’intenso traffico, anche pesante, in quella zona della città ma, ci tengo a dire, che il tubo in questione è di certo molto lontano dalla soglia di criticità, posizionata intorno a 50 anni, e questo ce lo dice proprio la tipologia del tubo stesso. I tubi in ghisa sferoidale li installiamo più o meno da 15 anni a questa parte. L’azienda investe ogni anno 22 milioni di euro, 12 dei quali sono destinati al rinnovamento della rete idrica potabile mentre il resto sono destinati alla rete fogniaria. La rottura è imputabile alla pressione certamente più alta che si verifica nella notte quando c’è un consumo molto minore rispetto alle ore diurne. Nel corso della giornata si è tornati alla normalità a partire dai piani bassi dei palazzi ed uffici. Intorno alle 17 – conclude il direttore – i lavori si sono detti conclusi e l’erogazione regolare in tutta la zona che ha sofferto il disagio».

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