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Museo della Fisarmonica:
«Ancora chiuso per lavori»

CASTELFIDARDO – Il gruppo di minoranza di Solidarietà Popolare critica la scelta amministrativa che «ha azzerato l’unica struttura museale in grado di creare un minimo di movimento turistico»
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Il museo della fisarmonica di via Mordini a Castelfidardo

 

«Sapete che da alcuni mesi Castelfidardo è priva del museo della fisarmonica? Con i lavori ancora a rilento nella vecchia sede (l’inaugurazione era prevista prima a settembre, poi a dicembre), che ha fatto l’Amministrazione? Ha pensato bene di smantellare del tutto anche l’esposizione provvisoria presso l’ex cinema, lasciando la città senza museo. Complimenti per la tempistica (ma purtroppo a questo ci stiamo abituando) ed a chi ha fatto questa scelta azzerando l’unica struttura museale in grado di creare un minimo di movimento turistico. E questa sarebbe la promozione del territorio voluta dall’assessorato? Ed ora diteci che siamo i soliti polemiconi. Ma come si fa?»

Il Museo della Fisarmonica di Castelfidardo

Il gruppo consiliare di minoranza Solidarietà Popolare per Castelfidardo si dice perplesso sulle scelte strategiche dell’amministrazione comunale guidata dal M5S. Perplessità manifestate non soltanto sulla chiusura dilazionata del museo simbolo della città per ristrutturazione ma anche per la vicenda della realizzazione della scuola media, ferma dopo la sentenza del Tar Marche che qualche settimana fa ha annullato l’aggiudicazione dei lavori del cantiere di via Meucci, assegnati dalla Provincia (stazione appaltante per conto del Comune) al pool di imprese. Si valuterà l’appello in Consiglio di Stato. «Qualcuno ricorderà le accese polemiche del 2011 – sottolineano ancora gli esponenti di SP – e soprattutto quelle del 2016 messe in piedi allora anche dagli esponenti grillini, con tanto di interrogazione parlamentare di cui non si è conosciuta mai risposta. Critiche prima per il fallimento dell’azienda che si era aggiudicata il bando, ma lì si era veramente nel pieno della crisi del mattone, successivamente per le problematiche legate ad un’interdittiva della ditta aggiudicataria del secondo bando. Accuse più o meno velate quasi a sostenere responsabilità od incapacità dell’amministrazione di allora. Come se poi quei mancati controlli fossero colpa del Comune. Oggi che per motivi ben diversi (questa volta è il metodo di calcolo scelto in sede di gara ad essere incriminato) accade in pratica l’ennesimo stop, il sindaco minimizza».

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