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Collemarino piange “Dida”,
stroncata a 43 anni dalla malattia

ANCONA - Silvia Santarelli da due anni combatteva contro la malattia che oggi l'ha strappata all'amore dei suoi cari. I genitori hanno promosso una donazione di mascherine alla Croce gialla di Falconara per ricordarla
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Silvia “Dida” Santarelli

 

di Talita Frezzi

La chiamavano “Dida”, un soprannome che aveva fin da piccola, ma si chiamava Silvia. Dobbiamo parlare di lei al passato, perché questa ragazza così allegra e tenace oggi non c’è più, un’impietosa malattia l’ha strappata all’amore della sua famiglia e di quanti la conoscevano. Silvia Santarelli aveva 43 anni e da almeno due combatteva con il male che l’ha strappata alla vita. Abitava da sola a Collemarino, frazione cui era legatissima. Ce la metteva tutta Dida, con forza e coraggio, lei che era abituata ad affrontare il dolore degli altri, talvolta a farsene carico, a sorreggere le famiglie nel momento del dolore trovando le giuste parole di conforto che sgorgavano dal suo cuore pur sapendo di essere lei stessa malata. Lavorava infatti nella agenzia di onoranze funebri Santarelli di Jesi, insieme a suo zio Adriano Santarelli. Nei colleghi di lavoro aveva trovato anche degli amici, pronti a sostenerla nei difficili momenti della malattia. Si è spenta stamattina a Falconara, nella casa dei genitori, cui era legatissima, dove negli ultimi mesi era tornata a vivere. In ottemperanza alle normative sanitarie nazionali, la sepoltura avverrà in forma privata. Il cerimoniere delle onoranze Santarelli, Davide Perucci, suo grande amico, durante il rito della sepoltura pronuncerà qualche parola per ricordare Silvia e gli amici potranno essere presenti, ma a distanza, grazie a una diretta Facebook. «Silvia era sempre disposta ad aiutare il prossimo – dice Davide Perucci – tanto che se adesso avesse potuto parlare avrebbe chiesto invece dei fiori delle mascherine per chi ne ha bisogno. Noi faremo una donazione di mascherine in memoria di Dida alla Croce gialla di Falconara come ha chiesto la mamma, ci sembra il modo migliore per ricordarla».

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