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E’ morto a 102 anni don Albo:
dedicò la vita all’insegnamento

ANCONA - Si è spento all'Inrca il decano dei sacerdoti, originario di Falconara. In città era stato docente al Liceo Scientifico Savoia e per un anno anche preside del Liceo "Campana" di Osimo
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Don Albo con l’arcivescovo Spina

 

 

All’età di 102 anni è morto all’Inrca, dove era ricoverato, don Albo Paolo Viggiani. L’arcivescovo Angelo nell’apprendere la notizia ha espresso le più sentite condoglianze ai suoi cari ed ha invitato i sacerdoti a pregare per don Albo, sostenendo che, dati i tempi che non permettono la celebrazione delle esequie, appena le circostanze lo permetteranno sarà ricordato con una solenne celebrazione eucaristica. Don Albo era nato a Falconara Marittima il 16 agosto del 1917. Il padre era un vice brigadiere dei carabinieri che da Foggia venne trasferito in Ancona, poi era entrato in ferrovia, ma nel 1922, con moglie e 5 figli perse il posto di lavoro. Con grande coraggio si rimboccò le maniche e mise in piedi un’attività di vendita di materiale per l’edilizia. Questo fatto segnerà la vita di don Albo che avrà sempre a cuore l’aiuto per la famiglia Entrò in seminario ad Ancona nel 1929 e sostenne tutti gli esami di licenza, media e liceale nelle scuole statali pubbliche. L’esame di terza liceo lo diede al “Campana” di Osimo, poi la facoltosa famiglia Ragnini di Agugliano – che aveva un figlio medico ed uno sacerdote – istituì sei borse di studio: tre per aspiranti medici e tre per aspiranti sacerdoti di cui usufruire nelle Università romane.

Don Albo Paolo Viggiani

Ed è stato così che Don Albo poté frequentare i due anni di filosofia ed i cinque di Teologia all’Università Gregoriana, naturalmente mantenendo un livello di studio alto perché per continuare ad usufruire della borsa di studio bisognava avere una media di tutto rispetto. Frequentò l’Accademia Ecclesiastica e conseguii il Baccellierato in diritto alla Lateranense. Successivamente si laureò in Lettere. In una intervista rilasciata a Presenza nell’agosto del 2018 raccontò di aver avuto un interessantissimo colloquio con Mons. Giovanni Battista Montini (il futuro Paolo VI), sostituto della Segreteria di Stato Vaticano, che gli indicò la strada diplomatica: molto difficile perché richiedeva maggiori studi e tre anni di permanenza in America Latina. E’ stato ordinato sacerdote il 4 gennaio del 1942 per mano dell’allora Vescovo Mons. Marco Giovanni Della Pietra nella Cappellina della Casa Vescovile. Eravamo in tempi di guerra e quindi tutto assumeva un aspetto più sobrio, anzi forse è meglio dire di sussistenza. Durante la Guerra, con la famiglia andò sfollato a Villa Almagià e qui arrivarono i soldati tedeschi in ritirata che volevano cacciare tutti i civili presenti e requisire la Villa come sede del Comando. Don Paolo conoscendo la lingua tedesca, almeno quello che serviva per dialogare con il Comando tedesco, ottenne la possibilità per i civili di risiedere nel piano terra. Ha ricordato il bombardamento di Ancona.

Don Albo ha dedicato la sua vita alla scuola; dal 1962 al 1984 ha insegnato al Liceo Scientifico Savoia di Ancona dove entrò vincendo un pubblico concorso. Prima che nella scuola pubblica Ha insegnato in seminario ed è stato per un solo anno preside del Liceo “Campana” di Osimo. Pastoralmente parlando, venne nominato da Bignamini assistente dei Maestri Cattolici, ma vi restò per poco tempo, mentre mantenne per molti anni l’incarico di cappellano dell’Istituto di rieducazione per minorenni di Ancona e celebrava messa nella chiesetta di Falconara in via “Nazionale” (per le case della Marina), vicino alla stazione ferroviaria, non c’era ancora la attuale chiesa della Parrocchia del Rosario.

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