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Covid-19, le incognite dell’estate
Rubini: «C’è in ballo la stagione balneare»

ANCONA - La preoccupazione del settore turistico è tangibile. Il noto bagnino di Portonovo osserva che «la situazione economica è indubbiamente tragica ma, come prima cosa, dobbiamo pensare alla salute di tutti. Restiamo a casa affinché tutto finisca il prima possibile»
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Edoardo Rubini

 

 

Come tutti i settori, anche quello balneare è in crisi, con una stagione che è alle porte. Pasqua e Pasquetta da trascorre sul litorale, magari in uno dei ristoranti sulla spiaggia, erano poi un’abitudine per molti tanto che i controlli delle forze di polizia si sono concentrati soprattutto in queste zone per evitare assembramenti e uscite ingiustificate, nel rispetto del decreto Conte per il contrasto alla pandemia. Impossibile poi non pensare al mare di Portonovo che, negli anni scorsi e in una situazione completamente diversa, era già affollato. Cosa ne sarà dunque della baia del Conero?
Tanti i bagnini che, vedendo il proprio settore in crisi, stanno cercando idee poiché il danno incombe.
«L’idea prioritaria che abbiamo al momento – dice a Cronache Ancona Edoardo Rubini, noto bagnino di Portonovo e figlio di Marisa e Franco titolari del ristorante Emilia – è quella di salvarci, di essere sereni e che tutta la gente abbia il buon senso di rimanere a casa dopodiché, quando ci saranno delle direttive giuste ed equilibrate da parte del Governo e da parte di chi sceglierà la via da prendere, noi prenderemo provvedimenti e, se ci sarà la possibilità di aprire, sicuramente apriremo».
Il pensiero principale di Rubini, e comune a tutti, è che non si esca di casa rispettando dunque le regole, uscendo così finalmente dall’emergenza Covid.

Circa l’aspetto economico «c’è in ballo una stagione – prosegue -. Ci sono in ballo tante cose economiche ma, prima di tutto – ribadisce – c’è in ballo la nostra salute e la nostra responsabilità di persone. Credo che lo pensino tutti gli operatori di Portonovo nonostante la difficoltà che stiamo passando e che comunque va vista in una maniera globale in quanto tocca noi, tocca l’Italia, la Francia, la Spagna e tutti coloro che la stanno vivendo. Una situazione economica indubbiamente più che tragica. Certo – prosegue – io posso fare tutto, ma è lo Stato a dirmi cosa devo fare. Io quando sarà il momento è ovvio che vorrò aprire… ma finché non si chiarisce la situazione – conclude – è dura farlo».

(foto Giusy Marinelli)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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