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Fase 2 e Covid Hospital,
Acquaroli ammonisce Ceriscioli:
«La crisi non serva per avere visibilità»

POLITICA - Il deputato di Potenza Picena, candidato da Fratelli d'Italia alla presidenza della Regione, richiama durante una diretta social al rispetto della filiera istituzionale: «Nessuno può fare da solo, ci vuole un confronto serio e sereno». Sulla struttura alla fiera: «Abbiamo l'impressione che le decisioni siano dettate dalla faida interna a un partito e non dalle esigenze dei marchigiani»
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Francesco Acquaroli in diretta su Facebook

 

«Nessuno creda in questa fase di poter fare da solo. Questa crisi non serva a qualcuno a trarre visibilità per altri fini». Ad esempio elettorali. Il monito, chiaramente diretto al presidente della Regione Luca Ceriscioli arriva da Francesco Acquaroli, candidato governatore di Fratelli d’Italia. In diretta sui social, il deputato di Potenza Picena ha richiamato alla collaborazione tra istituzioni e, parlando in particolare del Covid Hospital di Civitanova, pur non nominando direttamente Ceriscioli le ha cantate chiare. «In questa vicenda  – ha detto citando l’articolo dell’avvocato Giuseppe Bommarito, pubblicato ieri su Cronache Maceratesi –  abbiamo l’impressione che si decida più in base alla faida interna a un partito che governa la Regione che alla reale esigenza di rispondere ai marchigiani».

Guido Bertolaso e Luca Ceriscioli nel cantiere del Covid Hospital di Civitanova

Il deputato ha spiegato la scelta di non fare finora polemica. «Questo non vuol dire che tutto sia andato bene – ha detto – siamo stati colti impreparati dall’emergenza e le strutture sanitarie sono diventate elementi di trasmissione del contagio tramite gli operatori e i pazienti entrati per altre malattie che hanno poi contratto il Covid e lo hanno portato anche nelle case di riposo. Abbiamo tanto da chiedere e chiarire anche per evitare che si rifacciano gli stessi errori. Ci dicono ad esempio gli operatori che all’inizio è stato detto loro di non mettere mascherine per non mettere paura. Alcuni operatori ci riferiscono che devono confrontarsi con l’azienda prima di rispondere alla stampa. Io credo che in democrazia non serva nessuna autorizzazione di chissà chi per dire la propria opinione, questo appartiene più alla dittatura cinese. In Italia la democrazia è evoluta e il diritto alla parola ormai è affermato. democrazia evoluta. Ognuno deve essere libero di dire la propria anche per superare le difficoltà».
Acquaroli è poi intervenuto sull’ultima ordinanza della Regione: «Dispiace che sindaci di città importanti ci chiamino per dirci che proprio loro che dovranno far rispettare queste norme, non sono stati coinvolti. La disgregazione della filiera istituzionale non ci consentirà di affrontare con forza questa fase determinante»

I lavori alla fiera di Civitanova

Ultimo appunto del deputato sul bando per reperire personale per il Covid Hospital: «Da quello che ho capito si chiede al personale di altri ospedali di dare la propria disponibilità di lavorare ne Covid Center nei giorni liberi. Se decidiamo che il Covid richiede una struttura apposita, è anche necessario che il personale scelga l’attività al suo interno come prevalente. Non voglio polemizzare ma vorrei che in questa fase 2 possiamo confrontarci seriamente e serenamente per scelte più oculate e per dare risposte più adeguate. Servono coinvolgimento, chiarezza e rispetto. La politica sia all’altezza della sfida e lo sarà chi saprà confrontarsi».

(a.p.)

 

Pubblicato da Francesco Acquaroli su Sabato 2 maggio 2020

Acquaroli: «Risorse e direttive per la fase 2 Il progetto alla fiera di Civitanova? Andava condiviso con i medici»

 

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