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Super mascherine contro il Covid
testate dalla Politecnica delle Marche

RICERCA - Da oggi è attivo il centro Labc19 che certificherà due tipi di presidi, il secondo protegge anche da contatti col sangue. Al progetto ha partecipato anche Unicam. Il governatore Ceriscioli: «E’ frutto di un buon esempio di collaborazione interistituzionale»
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Il laboratorio per la sperimentazione

 

di Giampaolo Milzi

Mascherine davvero a prova di Covid-19, quello più mutevole e spietato, certificate a norma delle recentissime leggi, dall’Università Politecnica delle Marche (Univpm). Un risultato straordinario, il Centro Labc19, operativo da stamattina e mostrato ai giornalisti al termine della conferenza stampa nell’aula azzurra della palazzina “Scienze 3” del polo d’ateneo a Monte D’Ago di Ancona. «Un risultato raggiunto in tempi brevissimi, dal 18 marzo, quando siamo partiti col progetto, alla fase operativa da oggi – ha sottolineato Marco D’Orazio, prorettore e preside di Ingegneria – superando le dure difficoltà per acquisire le strumentazioni necessarie». «Una riprova dell’importanza dell’investire nella ricerca, il Centro Labc 19, ci è stato sollecitato da Regione, Camera di Commercio delle Marche e associazioni di categoria», ha detto il rettore Gian Luca Gregori. Una volta sottoposte a sofisticati test di massima sicurezza ed efficienza protettiva, le mascherine (simili a quelle già in uso di tipo chirurgico) inviate al Lab dalle aziende candidate alla produzione, saranno pronte per essere commercializzate «ad uso del personale medico, delle aziende e della popolazione in tempi rapidi», ha aggiunto il governatore delle Marche Luca Ceriscioli. Rimarcando come «il Centro Labc19 sia frutto di un buon esempio di collaborazione interistituzionale». Il Centro è infatti una struttura che raggruppa le competenze multidisciplinari di quattro dipartimenti dell’Univpm, competenze di carattere ingegneristico, fisico, chimico, biologico, microbiologico e medico, in collaborazione con l’università di Camerino. Particolarmente soddisfatto Nicola Paone, direttore del Centro Lab, in quanto «ad oggi ci sono pervenute già 40 richieste di interesse da parte di imprese per lo più manifatturiere, anche da fuori regione, per esempio dal nord Italia, e abbiamo già firmato due contratti per la sperimentazione dei test».

Il collegamento del sottosegretario Alessia Morani

E per agevolare le imprese a proporsi per produzione e commercializzazione «stiamo studiando di consentire che beneficino del credito d’imposta, inserendo tale possibilità già nel prossimo dpcm governativo», ha annunciato Alessia Morani, sottosegretario allo Sviluppo economico, collegata in videoconferenza. Ma veniamo ai test, illustrati dai docenti Marina Mingoia e Paolo Castellini. Vi saranno sottoposte due tipi di mascherine, il secondo capace anche di proteggere da eventuali contatti col sangue. Prove di tenuta microbiologica, soprattutto di efficienza di filtraggio di batteri staffilococchi, che daranno risultati, rispettivamente, del 95% e del 98% (come prescritto dalla legge), sulla protezione da eventuali contatti corporei e sulla capacità di garantire la massima respirazione di chi indossa le mascherine. Quanto al finanziamento del progetto, di circa 100mila euro, se n’è fatta carico l’Univpm. In più, un assegno per la ricerca legata al progetto, messo a disposizione della Camera di Commercio, ha ricordato il suo presidente regionale Gino Sabbatini. E ancora: un altro assegno di ricerca sarà a disposizione per una borsa di studio intitolata a Carlo Urbani (presente ieri in conferenza il figlio Tommaso) della associazione nazionale Aicu, sempre per coadiuvare l’operatività del Centro Labc19, un centro raro e d’eccellenza in Italia, visto che ve ne sono operativi di simili solo altri quattro o cinque.

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