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L’attività dei carabinieri ‘culturali’:
oltre 1600 reperti recuperati,
123 denunce in un anno (Foto/Video)

IL REPORT del 2019 dei militari del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Ancona. Tra le operazioni maggiori, il recupero a Falconara di decine di beni databili tra il VII secolo a.C. e il III secolo d.C.
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I recuperi dei carabinieri

Più di 1600 reperti archeologici recuperati, 123 soggetti denunciati, 7 sequestri di opere d’arte contraffatte. Sono i numeri che hanno contraddistinto nel 2019 l’attività portata avanti dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Ancona (TPC), con competenza sulle regioni Marche e Abruzzo. L’azione operativa, grazie alla collaborazione delle stazioni capillarmente presenti sul territorio, si è estrinsecata attraverso attività preventive e repressive. I controlli nelle aree archeologiche sono state 42, 70 nelle zone paesaggistiche, 77 negli esercizi antiquariali e 59 nei mercatini.  In sensibile diminuzione i furti di beni d’arte sia in musei, luoghi espositivi pubblici o privati, luoghi di culto, archivi e biblioteche e luoghi di privati. Nel 2018 nelle regioni Marche ed Abruzzo si erano registrati 58 furti mentre nel 2019 16.  Le attività di contrasto poste in essere dal Nucleo TPC di Ancona hanno consentito il recupero di 1.635 beni antiquariali, archivistici, librari e archeologici, di pregevole fattura, per un valore stimato di oltre due milioni e mezzo di euro. Sono state 123 le persone denunciate a piede libero, di cui 32 per reati in danno del paesaggio. Sotto sequestro sono finite 7 opere d’arte contemporanea contraffatte. Tra le attività repressive più significative, l’operazione che ha portato i militari guidati dal comandante Carmelo Grasso a individuare un noto professionista anconetano nella cui abitazione erano detenuti illegalmente pregevoli reperti di natura archeologica.  La perquisizione ha portato al sequestro di un’ importante collezione archeologica che raccoglie materiali eterogenei di diversa natura e qualità; questi abbracciano un arco cronologico che va dalla Preistoria al Medioevo, anche se riferibili principalmente al periodo preromano e romano. Il nucleo principale della raccolta è costituito da un insieme di reperti lapidei di pregevole fattura quali sculture in marmo (sia virili che femminili), frammenti di bassorilievi e di elementi architettonici decorativi. Un altro nucleo non trascurabile è quello delle ceramiche: dall’urna cineraria all’anfora da trasporto, dal bucchero alla ceramica a vernice nera. Spiccano, nel complesso eterogeneo di reperti, un raro insieme di strumenti chirurgici, ancora posizionati all’interno dell’involucro che li conteneva, e il ceppo in piombo di un’ancora romana eccezionalmente integro. In un’abitazione di Falconara è stata sequestrata una collezione di reperti archeologici illegalmente detenuti. I beni costituiscono una cospicua collezione di beni archeologici databili principalmente tra il VII secolo a.C. e il III secolo d.C. La raccolta è composta da due nuclei principali, uno di reperti lapidei e l’altro di reperti ceramici. Tra i reperti lapidei spiccano un tronco di statua virile acefala in marmo e una porzione di sarcofago (altorilievo) in marmo. Tra i reperti ceramici sono  stati trovati una olpe protocorinzia, una kylix in ceramica a figure nere, un lebes gamikos, tre lekanides e un cratere a campana in ceramica a figure rosse. L’attività è ancora in corso e dai primi accertamenti è emerso che la porzione di sarcofago è provento del furto consumato a Roma il 19 settembre 1978 nell’area dell’antiquarium comunale del Celio. Sono in  orso ulteriori accertamenti al fine di verificare se gli altri beni sono oggetto dello stesso furto. A Recanati, nel corso del mercatino antiquariale, i carabinieri hanno sequestrato il dipinto olio su tela di autore ignoto, ambito abruzzese sec. XVII, asportato in data 13 novembre 2011 dalla chiesa di san Gennaro di Campli (TE) frazione Collicelli. Il dipinto a cui i pochi abitanti della frazione sono molto legati è stato restituito all’ufficio beni Culturali della Diocesi di Teramo- Atri che ne curerà il restauro e la ricollocazione.

Il dipinto recuperato

Nel Fermano, a seguito di una più complessa ed articolata indagine, condotta dai Carabinieri del TPC di Ancona in collaborazione con quelli della stazione di Monterubbiano  e Venarotta  è stato rinvenuto e sequestrato un dipinto olio su tela raffigurante Santa Lucia. Da indagini eseguite è stato appurato si tratti di un dipinto olio su tela delle dimensioni di 90X65, asportato negli anni ’60. Un prezioso aiuto è stato dato dal parroco don Umberto Puglia il quale consultando il “libro dei conti della Confraternita del SS Sacramento”, ha accertato che nel 1833 fu affidato l’incarico ad un pittore tale “Marini” di ritrarre un quadro di Santa Lucia per un compenso pari a 2 scudi , inoltre nello stesso periodo venne dato mandato ad un intagliatore tale Rinaldo di realizzare una cornice per lo stesso quadro. Del quadro tuttavia non era presente nessuna riproduzione fotografica, ma molti abitanti della piccola frazione ne avevano nitida memoria, in quanto era collocato nell’unica navata della chiesa in corrispondenza delle scale che portano alla cripta.

Carmelo Grasso

 

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