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Centri estivi, Liste civiche:
«Orari ridotti
e niente pasti, un caos»

OSIMO - I movimenti civici vigileranno anche sull'organizzazione del rientro in classe a settembre nei plessi scolastici. «Ci auguriamo di non dover mandare i nostri figli a scuola con le mascherine, dentro dei cubi di plexiglass» auspicano
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foto d’archivio

 

 

«Iniziano i centri estivi ma ancora una volta l’amministrazione comunale di Osimo rimane lontana dalle esigenze delle famiglie. Orari ridotti con uscite entro le 13 e non più entro le 16 e niente pasti. Esclusi dai centri estivi i bambini di 3 anni che non potranno rincontrare i loro compagni né tornare alla socialità, nonostante le linee guida ministeriali includessero la loro partecipazione. Riteniamo che come al solito questa amministrazione cerchi di offrire il servizio ai minimi e lontano dalle altre realtà locali che invece sono riuscite a farlo. E che dire dei bambini con il riconoscimento della legge 104/92? Dopo 2 settimane di centro estivo, il costo dell’assistenza è a carico delle famiglie. Giusto per confermare la distanza sociale da queste famiglie da parte del Comune, in un momento così particolare». A denunciare la situazione è il coordinamento delle Liste civiche Osimo.

I movimenti civici rilevano inoltre che «il nuovo decreto scuola, approvato alla Camera il 6 giugno, in materia di edilizia scolastica, concede poteri speciali ai sindaci che fino al 31 dicembre 2020, insieme ai presidenti delle province e delle città metropolitane, potranno operare con poteri commissariali per velocizzare l’esecuzione degli interventi di edilizia scolastica. Vista la poca trasparenza che in questi anni ha contraddistinto il modo di operare di questa amministrazione, le Liste civiche vigileranno affinché non vengano sperperate le risorse a vuoto, ma piuttosto vengano realizzati progetti concreti e duraturi che rimangano alla cittadinanza». Sulle modalità di rientro in classe a settembre le Liste civiche ritengono che la fotografia di quanto stabilito il 6 giugno sia da collocare nell’attuale scenario della Fase 2 e si augurano «di non dover mandare i nostri figli a scuola con le mascherine, dentro dei cubi di plexiglass, continuando a creare notevoli disagi psicologici tra i ragazzi. Confidiamo invece in un sistema organizzativo responsabile, basato sulle norme igienico sanitarie di prevenzione al Covid-19 e sulla socialità e interazione reale tra alunni e insegnanti. Siamo fiduciosi nel cambiamento e rimaniamo vicini ed accanto alle famiglie osimane».

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