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Laurea a Pegah Naddafi,
investita e uccisa a 29 anni:
Il padre: «Un’emozione forte riceverla»

L'ATENEO veneziano Ca’ Foscari ha consegnato questa mattina la pergamena alla famiglia della studentessa di origine iraniana ma residente a Senigallia morta lo scorso 3 gennaio a Mestre mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali
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Pegah Naddafi

 

di Talita Frezzi

 

Ci sono lezioni che si imparano solo vivendo e solo guardando negli occhi di chi vive con dignità un’esistenza segnata dalla più grande assenza, quella di una figlia, strappata alla gioventù da un’auto che non si ferma e la investe, facendola volare via per sempre a soli 29 anni. La lezione di dignità e di profonda compostezza della famiglia Naddafi è di quelle rare. Oggi Kamyar e sua moglie Sepideh – genitori di Pegah, studentessa di 29 anni di origini iraniane ma residente a Senigallia, investita e uccisa lo scorso 3 gennaio mentre attraversava la strada a Mestre – sono andati all’università veneziana frequentata dalla loro figlia, la Ca’ Foscari, per partecipare a una cerimonia di laurea in memoria della loro amatissima Pegah. La studentessa, iscritta alla facoltà di lingue europee, stava per laurearsi prima che quel terribile incidente spezzasse i suoi sogni e la sua vita. Proprio durante il funerale, celebrato in forma laica all’Auditorium San Rocco di Senigallia, il padre di Pegah aveva annunciato con commozione la notizia, appena giunta, che ci sarebbe stata una laurea per sua figlia, per onorare la sua memoria. Un’iniziativa di profonda umanità promossa dal professor Antonio Trampus, ordinario di Storia moderna a Ca’ Foscari. «Siamo appena arrivati ad Ancona, siamo esausti – dice Kamyar Naddafi che gestisce una pizzeria al centro di Senigallia – è stata una giornata impegnativa quella di oggi. Sono andato insieme a mia moglie e a mia cognata a questa cerimonia all’università Ca’ Foscari per Pegah. La cerimonia, a porte chiuse per via delle disposizioni per la pandemia, si è svolta nella Sala del Rettorato alla presenza del Rettore, dei professori e dei capi dipartimento. Sono stati tutti gradevoli, hanno speso parole bellissime, elencato tutti i pregi possibili che potevano dire per ricordare Pegah, che aveva studiato per due anni cinese e persiano, poi lingue europee e stava per laurearsi. Ora la sua laurea l’abbiamo ritirata noi, io e mia moglie, per lei. Siamo commossi, è stata un’emozione forte – conclude con voce bassa – c’è da ringraziare tutti i docenti dal profondo del nostro cuore per questo gesto. Non abbiamo fatto foto, un po’ ci dispiace, ma è stata una cerimonia privata, per noi molto bella». La famiglia di Pegah è rientrata verso le 20 nelle Marche dopo una giornata di dense emozioni, nel ricordo della figlia adorata, che con quella laurea avrebbe dovuto concludere un percorso di studi e dare inizio a una fase nuova della sua vita. Ora la testimonianza della forza di volontà di Pegah nel perseguire i suoi sogni, nel suo vivere a colori la vita e le emozioni, accompagnerà i suoi cari nel suo ricordo sempre vivo.

All’Auditorium San Racco l’ultimo saluto a Pegah Naddafi, 29enne investita a Mestre

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