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Bollette Tari, Bordoni:
«Disattesi gli sconti Arera»

OSIMO - Oltre a evidenziare che il Comune non ha previsto agevolazioni o proroghe per l’utenza, la capogruppo delle Liste civiche rileva che non sono stati applicati gli sconti sulla quota variabile della tariffa previsti per tutte le attività economiche che hanno subito il lockdown per l'emergenza Covid
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«L’amministrazione Pd & Co. di Osimo non solo non ha prorogato la scadenza di luglio della Tari, sulla quale aveva piena facoltà, ma non ha applicato neppure le riduzioni Tari 2020 previste nella delibera Arera 158/2020. Riduzioni che riguardano tutte le utenze non domestiche colpite dalla crisi dovuta per il periodo di chiusura per l’emergenza sanitaria Covid-19 e rappresentate da tutte le attività, (sia da quelle che hanno subito il lockdown in maniera obbligatoria e parliamo di bar , ristoranti, parrucchieri, negozi di abbigliamento, sia da quelle imprese e studi professionali che seppur non in maniera obbligatoria hanno ritenuto comunque di rispettare le misure urgenti per il contrasto e contenimento del Covid19) nonché le utenze domestiche riferite a famiglie con precisi minimi Isee». L’appunto viene mosso dalla capogruppo consiliare delle Liste civiche, Monica Bordoni.

Monica Bordoni

La consigliera di minoranza ricorda in una nota che «sono Comuni e le società di gestione dell’igiene urbana i deputati ad applicare lo sconto ala quota variabile della tariffa (quella più importante). Nel nostro caso l’Amministrazione comunale e l’Astea avrebbero dovuto, già dalla prima scadenza del mese di luglio, applicare le giusti riduzioni riconducibili ai giorni di chiusura per le diverse attività economiche. Quindi – sottolinea la Bordoni- un corrispettivo Tari ridotto in maniera proporzionale ai giorni di chiusura dell’attivtà. Cosi pure per le famiglie, Astea non ha tenuto conto minimamente delle difficoltà di molte famiglie ed il bonus sociale Tari previsto per legge è inapplicato da Astea». La capogruppo dei movimenti civici punta il dito quindi contro l’amministrazione di centrosinistra. «A fine luglio – evidenzia – ci ritroviamo tutti indistintamente a pagare il 75% dell’importo dovuto nel 2019, perché non considerare da subito gli sgravi dovuti? Perché le famiglie che rientrano nel Bonus devono intanto pagare poi “forse” a dicembre avranno conguaglio. In questo particolare momento storico sono le famiglie e le imprese che devono finanziare le casse comunali? Non sarebbe stata una azione sociale sospendere questa rata o applicare i giusti sgravi o bonus? Eppure lo prevede la legge nazionale».

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