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Il debutto a Napoli poi il ritorno ad Ancona:
l’ironia amara di Carrozzeria Orfeo

SI INTITOLA Miracoli Metropolitani il nuovo spettacolo della compagnia co-prodotto da Marche Teatro. Dopo la prima nel capoluogo campano a fine luglio, gli attori calcheranno il palco delle Muse in autunno per la rassegna 'Poker d'Assi'
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Carrozzeria Orfeo

 

di Adriana Malandrino

«Finalmente possiamo presentare i nostri spettacoli fuori dai circuiti del teatro off ed entrare in contesti più classici, mantenendo fede alla nostra poetica. È il caso di questa nuova produzione, un testo molto denso, una storia che abbiamo condensato in due ore e mezzo filate». Così il drammaturgo e regista di Carrozzeria Orfeo, Gabriele Di Luca, ha presentato, ieri mattina al Ridotto del Teatro delle Muse, la nuova produzione della compagnia, Miracoli Metropolitani, il terzo prodotto da Marche Teatro dopo Cous Cous Klan (vincitore di due premi a Le Maschere del Teatro Italiano 2019) e Animali da bar, che debutterà il 30 e il 31 luglio, in prima nazionale, al Napoli Teatro Festival 2020, nella spettacolare location dei giardini di Capodimonte. Irriverente, ironico, dissacrante, capace di tratteggiare, con lucido cinismo, un’umanità dolente che vive ai margini, lo spettacolo vede la drammaturgia di Di Luca, che firma anche la regia assieme a Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi, e in scena Ambra Chiarello (Hope), Federico Gatti (Igor), Pier Luigi Pasino (Mosquito/Mohamed), Daniela Piperno (Patty), Beatrice Schiros (Clara), Massimiliano Setti (Cesare), Federico Vanni (Plinio). «Ho iniziato a scrivere a ottobre e avevo già in mente di raccontare un modo di gente chiusa in casa, fogne che strabordano, paura di attentati nelle chiese, la moda di certi regimi alimentari, la politica che non sa che pesci prendere, la gente che se la prende con gli immigrati e l’instaurarsi di un regimi- prosegue Di Luca- Poi con l’emergenza sanitaria e il lockdown ho trovato delle coincidenze. L’idea di questo testo mi è nata dalla lettura di Jung e della sua tesi sulle sincronicità, ovvero che le cose possono essere a volte regolate dalle coincidenze e non per forza da un rapporto di causa ed effetto». Lo spettacolo, in prova ad Ancona da circa un mese, nel segno di un teatro che riparte nonostante la crisi, si svolge all’interno di una vecchia carrozzeria riadattata a cucina, specializzata in cibo a domicilio per intolleranti alimentari. Fuori imperversa l’allarme di una guerra civile. Il mondo è diventato un luogo inaffidabile, intollerante e meschino dove anche la sanità e la scuola si stanno trasformando in istituzioni ogni giorno più decadenti e incuranti del futuro. Come se non bastasse, la popolazione è terrorizzata da un pericolo imminente: le fogne della città, ormai sature di inquinamento, spazzatura e rifiuti tossici, stanno per esplodere raccontandoci di un pianeta affaticato dalla nostra presenza irresponsabile ma, al tempo stesso, più metaforicamente, di una società che sta per essere sepolta dai suoi stessi escrementi, simbolo di pensieri e azioni malate, di un capitalismo culturale orribile, di un’umanità alla deriva. «Miracoli metropolitani è il racconto di una solitudine sociale e personale dove ogni uomo, ma in fondo un’intera umanità, affronta quotidianamente quell’incolmabile vuoto che sta per travolgere la sua esistenza. Siamo di fronte al disfacimento di una civiltà, alla dissoluzione delle relazioni e dell’amore inteso in tutte le sue accezioni, all’azzeramento del ragionamento e del vero incontro a favore di dinamiche sempre più malate tra le quali un’insensata autoreclusione nel mondo parallelo del web, pericoloso sostituto del mondo reale. Il risultato è la più totale solitudine esistenziale, un’avversaria molto più temibile dell’Isis (…). L’alimentazione, il rapporto con il cibo come forma di compensazione al dolore, come alienazione di un Occidente decadente e sovralimentato, sempre più distratto e imprigionato dai suoi passatempi superflui, la questione ambientale, la solitudine e la responsabilità: sono questi i temi attorno ai quali di sviluppa il mondo di Miracoli Metropolitani. Un mondo stupido in uno spettacolo dove si riderà tanto, ma dove non si sta ridendo affatto» recitano le note di regia. Le musiche originali sono di Massimiliano Setti, scenografia e luci sono di Lucio Diana, i costumi di Stefania Cempini. Lo spettacolo è co-prodotto da Marche Teatro, Teatro dell’Elfo, Teatro Nazionale di Genova, Fondazione Teatro di Napoli-Teatro Bellini, in collaborazione con il Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna “L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale”. La compagnia sarà in scena al Teatro delle Muse dal 29 ottobre al 5 novembre all’interno del programma, settembre/dicembre 2020, Poker d’Assi.

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