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Bacci sull’Ops Intesa Sanpaolo-Ubi:
«Una opportunità per le Marche»

JESI - Il sindaco ha scritto ai vertici del gruppo bancario che la lanciato l'offerta pubblica di scambio per rappresentare le aspettative del territorio rappresentato «perchè non si ripetano gli errori della fine di Banca Marche»
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Ultimi giorni per aderire all’offerta pubblica di scambio (Ops) lanciata da Intesa Sanpaolo a metà febbraio per la fusione con Ubi. Gli azionisti Ubi potranno fralo fino al 28 luglio. Un’operazione importante che ha imposto a Massimo Bacci, il sindaco di Jesi, città che accoglie un importante centro direzionale Ubi, di scrivere al gruppo Intesa a tutela del territorio rappresentato. «Nel generale silenzio della politica regionale, la più grande banca italiana (Intesa) sta prendendo il controllo di un primario istituto di credito fortemente radicato nelle Marche (Ubi), tanto da esserne il principale punto di riferimento per imprese e famiglie» sottolinea Bacci.«Come sindaco della città che è stata da sempre punto di riferimento del sistema bancario con la presenza di due centri direzionali, mi sono sentito in dovere di scrivere ai vertici di Intesa per rappresentare le aspettative di questo territorio. Abbiamo pagato a carissimo prezzo la fine di Banca Marche, in termini di sportelli e personale, affidamenti e prestiti (e Jesi è stato l’unico ente pubblico a denunciare con forza il crac che si stava consumando e le devastanti conseguenze sull’economia, fino a costituirsi parte civile nel processo contro gli ex amministratori). Occorre che, al termine dell’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio di Intesa sulle azioni Ubi, non si ripeta lo stesso errore».

Il sindaco Massimo Bacci

L’ultimo rapporto di Banca d’Italia, nell’inquadrare le criticità del sistema produttivo marchigiano, evidenzia che nel primo trimestre 2020 “…il credito al complesso dell’economia regionale è tornato lievemente a espandersi”, mentre “il tasso di deterioramento dei prestiti si è portato a fine 2019 su un livello storicamente basso…”.«Per sostenere gli investimenti delle imprese, – aggiounge il sindaco di Jesi – per riavviare una vera ricostruzione nell’area del cratere del sisma, per rimettere in moto le opere sia pubbliche che private, è fondamentale che il sistema bancario dia slancio al credito e sostenga fortemente il tessuto produttivo marchigiano. Siamo una regione che, inserita un tempo e a pieno titolo nel gruppo di quelle regioni che trainavano l’economia nazionale, è progressivamente passata al gruppo di quelle che stanno zoppicando maggiormente, trovando la politica totalmente impreparata ad affrontare una simile situazione. In questo senso, l’operazione di Intesa – se convogliata nella giusta direzione – potrebbe essere una opportunità per le Marche da condividere con tutte le parti in causa: istituzioni, tessuto produttivo, parti sociali e, non ultimo, il personale bancario la cui riconosciuta e storica professionalità rappresenta per la nostra regione, e per Jesi in particolare, un importante valore aggiunto».

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