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A Palazzo Honorati Carotti va in scena
il Gran concerto delle stelle

JESI - Domani sera finale pirotecnico per il Festival Barocco con l’Orchestra Barocca delle Marche in composizione di venti elementi e tre solisti internazionali
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A conclusione di una progressione concertistica in crescendo, che in pochi giorni ha presentato quattro appuntamenti l’uno più strabiliante dell’altro -per artisti di qualità, programmi di spessore e repertorio il più variegato e ricercato- il Festival Barocco di Jesi giunge a conclusione domani, sabato 8 agosto, con il suo quinto concerto in cartellone, che si annuncia come il suggello d’oro di una rassegna memorabile. Prodotto da Fondazione Alessandro Lanari, con il sostegno di Regione Marche e Comune di Jesi, il Festival è un’immersione profonda nella cultura musicale dell’epoca, con eventi concertistici di spicco in un luogo originale di grande fascino ed emozionalità come il settecentesco Palazzo Honorati Carotti, per un raro intreccio di stimoli d’arte e socialità che lo caratterizzano e distinguono come esperienza unica ed esclusiva.

TRA ROMA E VENEZIA- Con il titolo “Gran concerto del campus – Le Marche musicali tra Roma e Venezia”, la serata propone musiche di Mossi, Vivaldi, Baldassini, Zani, Corelli, guardando ai poli musicali primari dell’epoca –Venezia e Roma- dal punto di vista delle Marche, centrale geograficamente tra di essi e ad essi molto legate per frequentazioni artistiche e influssi culturali. Un evento di grande rilievo non solo artistico e spettacolare, ma anche di carattere e richiamo musicologico, perché recupera alla modernità un autore marchigiano dell’epoca al tempo importante e oggi pressoché dimenticato, rilanciando l’attenzione sul profondo legame musicale e culturale tra la regione e la sua capitale dell’allora Stato Pontificio.

LA SCUOLA ROMANA- Proseguendo infatti la riscoperta della Scuola violinistica romana, dopo il focus del 2019 su Giuseppe Valentini, Jesi Barocca propone un altro evento musicologico di alto rilievo che recupera l’arte di musicisti al tempo di ottimo nome, in seguito caduti nell’oblio. Questa volta si tratta del fabrianese Antonio Luigi Baldassini (1649-1720), violinista e compositore di ’intensa vita artistica principalmente a Roma, della cui scuola è esponente in vista della generazione dopo Corelli. Lavora al servizio del Cardinale Benedetto Pamphilj, mecenate e artista egli stesso che riveste ruolo di primo piano nella vita culturale del tempo, a contatto con autori di prima grandezza come Scarlatti, Corelli, Melani, Bononcini, fino a Händel.

PRIMA ESECUZIONE MODERNA- Di Baldassini sono pervenute solo due raccolte: Sonate a tre col Basso Opera prima (1691) e Sonate a tre col Basso Opera seconda (1699); da quest’ultima la serata ne presenta in prima moderna la n° 2 e la 8. Contrappuntano il programma alcuni capolavori di Scuola veneziana, altrettanto interrelata alla vita culturale delle Marche: il Concerto per Fagotto RV 482 e il Concerto per Violoncello RV 413 di Vivaldi, quindi il Concerto per Violino op. II n° 2 di Zani, autore poco noto di grande qualità e chiara ascendenza vivaldiana. In apertura e in chiusura del concerto, a farne preziosa cornice di concetto, altri due alti esempi di Scuola romana: lo straordinario Concerto a quattro violini con violone e Basso del 1720 di Giovanni Mossi, anch’egli compositore e violinista di spicco dell’ambiente capitolino, e un magnifico Concerto grosso di Arcangelo Corelli, autentico nume tutelare del mondo musicale barocco romano, qui tratteggiato in un bello spaccato.

ARTISTI INTERNAZIONALI – Un programma di grande spessore artistico ed elevata spettacolarità, che richiede un organico esecutivo specialistico e folto; a eseguirlo il Festival ha chiamato l’ormai affermata e prestigiosa Orchestra Barocca delle Marche, rafforzata dagli Artisti del Campus Barocco di Jesi e impreziosita dalla partecipazione nelle parti solistiche degli interpreti di fama internazionale Rebeca Ferri al Violoncello, Giovanni Battista Graziadio al Fagotto, Alessandro Ciccolini Primo violino e Concertatore: una formazione imponente di ben 20 elementi, capace di tutti i chiaroscuri emozionali, i virtuosismi, le raffinatezze, i fuochi d’artificio sonori e le dinamiche espressive che appartengono alla poetica dell’estasi e della “meraviglia” tipica del Barocco.

Inizio ore 21, ingresso 10 euro con prenotazione obbligatoria, secondo i protocolli di sicurezza. (Info e prenotazioni: info@fondazionelanari.it)

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