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Morto l’imprenditore Longarini:
dalla Serie A con l’Ancona
al piano di ricostruzione della città

IL FONDATORE dell'Adriatica Costruzioni è scomparso a Roma all'età di 88 anni. Il traguardo della prima storica promozione dei biancorossi raggiunto nel 1992
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Edoardo Longarini

 

E’ morto Edoardo Longarini, ex patron dell’Ancona e concessionario unico del piano di ricostruzione della città dorica. L’imprenditore originario di Tolentino è scomparso la scorsa notte nella sua abitazione romana. Avrebbe compiuto 89 anni il prossimo 5 settembre. Edoardo Longarini era stato già male a gennaio, per una polmonite, ma si era ripreso, anche se le sue condizioni di salute non erano buone. Si era sentito male domenica in casa, poi la scorsa notte è morto. La famiglia ha diffuso una nota:  «Con la sua scomparsa se ne va un padre esemplare ed uno dei grandi protagonisti della stagione della ricostruzione e del decollo dell’economia italiana nel dopoguerra. Una persona retta che fino all’ultimo ha amato la sua famiglia ed i suoi nipoti. Un uomo che merita quel rispetto che in vita, a volte, qualcuno ha provato a non riconoscergli. Lascia nei suoi congiunti una grande eredità affettiva e di valori umani, unita alla determinata consapevolezza dei suoi diritti lesi che saranno ripristinati». Il capoluogo dorico ricorda il titolare dell’Adriatica Costruzioni per la cavalcata che nel 1992 portò i biancorossi per la prima volta in Serie A e l’anno seguente a disputare (pur essendo retrocessa la squadra in Serie B) la finale di Coppa Italia contro la Sampdoria. Longarini, con la sua Adriatica Costruzioni, nel 1979 era stato scelto dal Ministero dei Lavori pubblici per le opere di ricostruzione postbellica di Macerata, Ancona e Arpino Irpino. I lavori furono sospesi nel 1993 per le inchieste giudiziarie che travolsero l’imprenditore marchigiano, arrestato nel 1992. Sul fronte della ricostruzione Longarini è stato infatti al centro di una diatriba giudiziaria aperta sia con lo Stato che il Comune di Ancona, tra ricorsi, contro ricorsi e nodi arbitrali. All’origine, il ritiro della concessione e – sosteneva l’amministrazione dorica –  la non conclusione di alcuni lavori infrastrutturali, tra cui strade, gallerie e viadotti. Alla Adriatica Costruzioni, nel settimo lotto della ricostruzione, era stata anche affidata la realizzazione (mai portata a compimento) dell’asse nord-sud per collegare il centro con il polo universitario e la variante della statale. Valore dell’opera: 14 miliardi di lire. Tra i lavori nel piano ricostruzione c’era anche la Galleria San Martino. Era stato l’allora ministro ai Lavori Pubblici Francesco Merloni a tranciare la concessione a Longarini. Tra le società del gruppo Longarini anche la ‘Edizioni locali srl’ che pubblicava nelle Marche il quotidiano ‘La Gazzetta di Ancona’ (poi stampata in diverse edizioni provinciali) dal 1986 al 1993 e deteneva le frequenze di ‘Galassia Tv’. Per quanto riguarda le diatribe che lo hanno legato ad Ancona, da ultimo c’è la causa terminata nel 2017 (e iniziata più i vent’anni prima) che ha visto il Comune ottenere dal costruttore 8 milioni di euro per le incompiute della Adriatica Costruzioni. L’Amministrazione nel 1995 aveva chiesto un danno astronomico di 363 milioni di euro, pretese ridimensionate dal perito del tribunale con una cifra che oscillava tra i 7,5 e i 19 milioni.

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