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Regionali, il Pd alla resa dei conti
Acquaroli alla prese col nodo assessori

POST ELEZIONI - Il candidato sconfitto Mangialardi chiede di aspettare il ballottaggio di Senigallia per aprire un confronto tra i dem dopo la debacle. A rischio il segretario regionale Giovanni Gostoli. Governo regionale, la Lega sembra disposta a discutere sulla Sanità in cambio di tre assessorati: vengono dati per certi i maceratesi Filippo Saltamartini (al suo posto in Consiglio entrerà Anna Menghi) ed Elena Leonardi (forse per la presidenza)
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Maurizio Mangialardi

 

Pd alla resa dei conti. «Dopo i ballottaggi apriremo la riflessione per il rilancio del Partito Democratico e del centrosinistra», dice il candidato governatore sconfitto, Maurizio Mangialardi, riferendosi in particolare al ballottaggio nella sua Senigallia. «Bisogna aprire un dibattito giusto al momento giusto. È volontà del Partito Democratico e del centrosinistra fare una riflessione profonda sul voto che deve mettere al centro il progetto di rilancio, prima delle persone – osserva Mangialardi – Nei giorni scorsi ho chiesto al segretario regionale di attendere i ballottaggi ed è per questa ragione che non sono stati convocati gli organismi dirigenti, non per altro. Ci saranno i luoghi per discutere e pertanto chiedo a tutti un gesto di responsabilità di non alimentare polemiche». Dopo il 5 ottobre nel Pd verranno messi in discussione tutti gli organismi del partito. Quasi certo un cambio nella segreteria regionale retta da Giovanni Gostoli.

Il governatore Francesco Acquaroli

Intanto il governatore Francesco Acquaroli ha appena preso in mano le redini della Regione ed è pronto a discutere con la coalizione il tema della formazione della squadra di assessori. Nessuno per ora si è mosso ufficialmente, la prima azione sembra evidente debba essere a carico del governatore che inizierà la serie di confronti. Il tempo non è moltissimo visto che appunto si tratta di tempi stretti indicati dalla norma per passare dalle elezioni alla convocazione del Consiglio regionale con relativa presentazione della giunta. La Lega parte alta: la richiesta è quella di tre assessorati e la presidenza del Consiglio. Non sembra ci siano più gli ultimatum prelettorali, il partito guidato dal commissario regionale Riccardo Marchetti sembra disposto a discutere su tutto, anche sulla Sanità. Insomma la Lega cederebbe la Sanità in cambio di tre assessorati. Uno dei nomi blindati è quello del cingolano Filippo Saltamartini che, peraltro, si è già mosso da assessore alla sanità in pectore con tanto di interviste sul suo modello di sanità territoriale. Certo è che se la Lega rinuncerà veramente alla sanità, la mossa rischia di creare un serio contraccolpo in Fratelli D’Italia dove ci sono l’ascolano ed ex sindaco Guido Castelli che reclama un ruolo di prestigio dopo la clamorosa ondata di preferenze avuta e il medico anconetano Carlo Ciccioli che si era nominato assessore alla sanità già prima delle elezioni. Possibile che la Lega lasci la Sanità a Fratelli D’Italia per vedere l’effetto che fa? Partita da vedere, per la Lega comunque i nomi più accreditati sono quelli di Filippo Saltamartini (maceratese di Cingoli) di Chiara Biondi (anconetana di Fabriano) e del pesarese Mirco Carloni. Per Fratelli D’Italia il nodo da sciogliere è quello tra Castelli e Ciccioli mentre per la portorecanatese Elena Leonardi c’è una doppia chance legata alla giunta (per l’alternanza di genere) e alla presidenza del Consiglio. Per Forza Italia poche le chance di Pasqui di entrare in giunta: appare infatti difficile credere che la provincia maceratese potrà avere il governatore e due assessori. Oltre tutto l’altro degli eletti di Fi è una donna, la fermana Jessica Marcozzi, che potrebbe avere la meglio in virtù dell’alternanza di genere.

 

Acquaroli riflette sugli assessori, Saltamartini per la sanità In pole Leonardi, Carloni e Castelli

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