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Tariffe e sconti Tari, Cna:
«Tassa da rimodulare»

ANCONA – L’associazione di categoria apprezza lo stanziamento deciso dal Comune di 800mila euro di taglio della tassazione per le imprese chiuse nei giorni di lockdown ma occorre un impegno del governo per ripensarla e dell’ente locale per la costituzione del gestore unico
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Il Comune di Ancona ha presentato alle forze sociali la nuova Tari 2020. Dalla prima analisi emerge l’accoglimento della richiesta, per le imprese, del taglio della Tari per i giorni di lockdown per le imprese che sono state sottoposte a chiusura obbligatoria. Uno stanziamento di 800.000 euro che va incontro alle parti datoriali e che testimonia la buona fede dell’amministrazione. Tale effetto però viene in parte annullato dagli aumenti delle singole tariffe delle varie categorie (composta da quota fissa e quota variabile). La Tari deve coprire per intero i costi di raccolta rifiuti del gestore. I comuni hanno un margine di manovra molto stretto, determinato da “forchette” di massimo e minimo deciso dalle giunte comunali. La Cna Ancona apprezza il fatto che «l’amministrazione comunale abbia approvato sia per la quota fissa che variabile, la tariffa più bassa della “forchetta”. Nonostante ciò categorie come pizzerie al taglio, fruttivendoli, pub, ristoranti e bar si trovano con una tariffa complessiva importante. Questa problematica solleva due questione fondamentali».

Andrea Cantori

La prima problematica attiene al gestore unico dei rifiuti di ambito territoriale e alla gestione dell’umido, «problemi ancora aperti – sottolinea l’associazione di categoria che devono trovare una quadra tra i tanti Comuni della provincia». Il secondo è la rigidità di questa tariffa che «lascia troppi pochi margini ai comuni di decidere (alla faccia del federalismo fiscale)» e quindi, secondo Cna, necessità di una rimodulazione a livello nazionale. «E’ difficile spiegare ad una piccola pizzeria al taglio perché deve pagare una tariffa di quasi 20 euro a metro quadrato solo perché si ritiene che lavori molto umido – Commenta Andrea Cantori, segretario della Cna di Ancona – Sempre più vi è l’esigenza che le problematiche aperte da anni sul gestore unico e sul trattamento dell’umido siano risolte, nella speranza che questo porti ad una migliore gestione del rifiuto, con costi più bassi e quindi con una diminuzione delle tariffe per le utenze non domestiche. – conclude Cantori – Oltre a questo occorrerebbe una revisione a livello nazionale della legge che istituisce queste tariffe per dare più margine di autonomia ai Comuni, creando un vero “federalismo fiscale”».

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