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Ex Filipponi, il Comune vince
in Corte d’Appello
dopo una battaglia legale di 13 anni

FALCONARA - ci sono voluti quattro procedimenti civili perchè l'ente vedesse riconosciute le sue ragioni. Ora non dovrà più pagare 1,5milioni di euro chiesti come risarcimento danni
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L’ex stabilimento Filipponi di Falconara

 

 

Rischiava di pagare un risarcimento milionario per il mancato acquisto dell’ex fabbrica Filipponi, invece il Comune di Falconara ha visto riconosciute le sue ragioni dopo quattro procedimenti civili: uno in primo grado, uno in appello e un ricorso in Cassazione, che ha rinviato alla Corte d’Appello per una nuova sentenza. La vicenda è quella che ha visto contrapposti per oltre 13 anni l’ente locale e la Filipponi srl, cui nel 2010 è subentrata la curatela fallimentare della società. Oggetto del contendere, il grande opificio nel centro abitato di Villanova, dove un tempo la Filipponi realizzava articoli in pelle. L’amministrazione Carletti, in carica fino al 2006, aveva firmato un preliminare di vendita per acquistare l’immobile a 1,5 milioni di euro, nell’ambito del Contratto di Quartiere II: la vecchia fabbrica sarebbe stata trasformata in un polo a servizio del quartiere, con negozi e uffici pubblici al piano terra e alloggi popolari al piano superiore. Il forte indebitamento del Comune – ricorda una nota dell’amministrazione comunale di Falconara – aveva però spinto l’amministrazione Recanatini ad annullare il contratto, nonostante l’ente avesse già versato un anticipo di 120mila euro. La Filipponi srl aveva fatto causa al Comune di Falconara e il tribunale di Ancona, nel 2010, aveva condannato l’ente a risarcire la società per 1,5milioni di euro, senza che l’immobile rientrasse nel patrimonio comunale. Il Comune, patrocinato dall’avvocato Calogero Caruso, aveva impugnato la sentenza, facendo leva sul fatto che l’immobile ai tempi del preliminare di vendita era già stato sottoposto a una procedura esecutiva immobiliare, in violazione alle clausole dello stesso contratto preliminare. La Corte d’Appello, nel 2017, ha accolto il ricorso e ha anche condannato la curatela fallimentare della Filipponi a restituire al Comune l’anticipo di 120mila euro. Il procedimento è proseguito con il ricorso in Cassazione della curatela, che ha ottenuto un secondo procedimento davanti alla Corte d’Appello di Ancona. L’ultima sentenza è del 21 ottobre scorso: i giudici hanno sollevato il Comune da qualsiasi obbligo e hanno condannato la curatela fallimentare della Filipponi a farsi carico delle spese legali. «La conclusione di questa annosa procedura – dice il vicesindaco Raimondo Mondaini, con delega al Bilancio – ci fa tirare un sospiro di sollievo e ci evita di dover accantonare importi rilevanti. Si chiude un’altra pagina delle spese folli di quegli anni».

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