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Schiacciato dal tir al porto,
scatta il presidio di protesta:
«Basta incidenti sul lavoro» (Foto)

ANCONA - Colleghi, lavoratori e sindacati si sono dati appuntamento questa mattina al Varco della Repubblica per ricordare Luca Bongiovanni, morto investito da una motrice mentre lavorava alla banchina 23, e per chiedere di non spegnere mai i riflettori sul tema della sicurezza
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Un momento del presidio al porto

 

di Alberto Bignami

Ricordare Luca Bongiovanni e sottolineare l’importanza di lavorare in sicurezza per contrastare l’alto numero di morti sul lavoro che continuano ad avvenire.
Si è svolto questa mattina dalle 10 alle 11 al Varco della Repubblica, nel porto dorico, il presidio organizzato da Cgil Cisl e Uil insieme alle categorie Filcams/Fisascat/Uiltucs e Filt/Fit/Uilt a seguito dell’incidente mortale sul lavoro di giovedì scorso alla banchina 23, dove ha perso la vita un addetto alla sicurezza dell’istituto di vigilanza Suretè.
«Siamo qui – Giorgio Andreani, Segretario Cisl Trasporti – per sottolineare che quando c’è un morto significa che c’è qualcosa che non funziona e che non ha funzionato. Per questo dobbiamo tenere sempre alta la guardia e soprattutto non dobbiamo mai spegnere i riflettori rispetto alla sicurezza sul lavoro». Sicurezza che chiede anche Claudia Mazzucchelli, Segretaria regionale Uil «perché dati dell’Inail alla mano – ha detto – nelle Marche c’è stato un aumento del 60% di morti sul lavoro rispetto al 2019. Un dato impressionante considerando il lockdown e lo smartworking. La sicurezza non è soltanto una questione di norme ma di cultura, della sicurezza. Bisogna fare un grande lavoro ed è necessario un percorso culturale proprio sulla sicurezza»
Per Marco Bastianelli, segretario provinciale Cgil «C’è bisogno di un lavoro estremamente sistematico nei confronti di chi in porto agisce e questo richiede una formazione profonda, che agisca sulle mentalità delle persone, sapendo poi che al porto interagiscono moltissime attività nel medesimo luogo e nello stesso momento, come è stato per il camionista che ha investito Luca e che non agisce esclusivamente in questo ambito. Quindi – ha proseguito – hanno bisogno di una ulteriore interrelazione in termini di sicurezza che va verificata passo dopo passo. Noi non stiamo accusando nessuno – ha sottolineato -, diciamo solo che non possiamo più accettare che sia una casualità tutto sommato possibile, morire per poter lavorare, soprattutto con quello stipendio. Il 18 novembre  avremo una riapertura del tavolo che avevamo già iniziato con l’Autorità Portuale prima della pandemia, per agire sui temi della sicurezza. Abbiamo idee e proposte come ce le avranno l’Ap e le imprese». «E’ un porto, questo, con una grande complessità, dove ci sono traffico merci, passeggeri, turistico e peschereccio – ha detto Alessandro Mancinelli, responsabile Cisl Ancona -. Complessità che va governata, perché al suo interno conduce anche dei rischi. La sicurezza è uno di questi rischi che deve essere al centro di un sistema di relazioni tra imprese, sindacati e Ap. Rivendichiamo quindi la necessità di avere luoghi di confronto, pianificazione delle attività di sicurezza, investimenti e formazione. Elementi principali rappresentati oggi anche a nome del nostro collega Luca». «Di fronte ad un porto che sta creando sviluppo e occupazione – ha detto il presidente dell’Ap, Rodolfo Giampieri che ha partecipato al presidio -, abbiamo tutti insieme il dovere, mondo sindacale, imprese, istituzioni, di non abbassare mai la guardia sul tema della sicurezza nel lavoro. Ogni strategia deve sempre mettere al primo posto la sicurezza nel lavoro. Per questo ci stiamo confrontando anche su questo tema con le rappresentanze sindacali, per cercare insieme di migliorare sempre più questo fattore indispensabile per la crescita». Durante la manifestazione si è tenuto un minuto di silenzio per commemorare Luca Bongiovanni «Morto in una maniera agghiacciante – ha detto in lacrime la collega Marta Gramaccia, delegata sindacale Cgil della Suretè -. La sicurezza sul lavoro è qualcosa di delicato su cui noi ci battiamo costantemente. Luca – ha concluso – era una persona riservata, educata e sempre gentile. Una persona preparata e molto scrupolosa sul lavoro».

 

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