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Il prof nega il Covid: «Ma quale pandemia?»
Poi va dal preside e si pente
Avviata un’istruttoria disciplinare

JESI - Il docente di matematica e fisica del liceo delle Scienze Umane e Economico Sociale ha inviato dei messaggi ai suoi studenti con i quali sosteneva che «che questa storia del virus ha proprio rotto le scatole» e che «i tamponi non servono ad altro che a destabilizzare». Stamattina l'incontro col dirigente scolastico: «E' consapevole di aver fatto un errore»
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Il liceo Classico e delle Scienze Umane di Jesi (foto d’archivio)

 

di Giampaolo Milzi

Si è dichiarato «molto pentito», «consapevole di aver fatto un errore», il professore del liceo delle Scienze Umane e Economico Sociale di Jesi travolto da un tornado di critiche per alcuni messaggi inviati tramite whatsapp ai suo studenti in cui ha bollato come fake news quelle che descrivono la pandemia da Covid in atto, come una farsa l’emergenza sanitaria che ne deriva, e definito inutile la pratica dei tamponi.  A raccogliere “il mea culpa” del docente, Matteo Cesaroni, che insegna Matematica e Fisica a diverse classi del liceo jesino, dal primo al quinto anno, è stato stamattina il dirigente scolastico Floriano Tittarelli. Il quale, avvertito dello sproloquio via chat di Cesaroni dai liceali, da altri insegnanti e da un genitore (che quei messaggi li avevano letti) lo aveva già convocato per chiedergliene conto. Le “lacrime” del prof negazionista non serviranno probabilmente ad evitargli una sanzione disciplinare, che potrà variare: da un semplice richiamo verbale ad una sospensione dalla cattedra fino a 10 giorni. Sanzione che potrebbe essere inasprita dall’Ufficio scolastico regionale, se dovesse aprire una parallela indagine su un caso di cui lo stesso preside ha ribadito «la gravità», definendo «quei messaggi assolutamente preoccupanti e non condivisibili». Pur tirando il freno a mano sulla bufera di polemiche e contestazioni che il caso che ha sollevato, tra genitori, studenti, ma anche tra gli altri professori «tutti rimasti sorpresi, amareggiati e in disaccordo con le posizioni espresse dal collega»  ha detto oggi dispiaciuto il dirigente scolastico. Cauto, tuttavia, Tittarelli. Perché? «Per vari motivi. Non ho ancora sentito personalmente e a fondo i ragazzi, ho parlato con due genitori, uno ha protestato, l’altro mi ha chiamato stamattina al cellulare invitandomi ad esprimere la sua solidarietà a Cesaroni, che a suo avviso è un bravissimo professore. Ho bisogno di tempo per farmi un’idea precisa sulle esternazioni dell’insegnante, perché mi risulta che abbia scritto altri messaggi, e quindi devo valutare il quadro complessivo che emerge da tutte le parole inviate nella chat studentesca». E ancora: «Il professor Cesaroni, impegnato come gli altri nella didattica a distanza integrata, è da tutti stimato, molto professionale. Non interagisce coi suoi ragazzi solo con whatsapp. Con loro ha dialogato prima e dopo quei messaggi sotto accusa, e non sappiamo come in genere abbia affrontato lo scottante tema della pandemia da Covid. La questione è complessa. Voglio parlarci ancora».

Il dirigente scolastico Floriano Tittarelli

Quanto al pentimento di Cesaroni, «mi ha detto – prosegue il preside del liceo – che non voleva dare quella immagine di sé, lanciare quei messaggi, che vuole fare un comunicato stampa per chiarire meglio cosa pensa del dramma Covid, a fronte del quale non si sente un negazionista». Già, un comunicato stampa. Peccato che proprio in uno dei messaggi “sotto accusa”, il docente aveva scritto che “la tv racconta solo balle su balle” sul Covid (…) “Credo che questa storia del virus abbia proprio rotto le scatole”. E in un altro si era detto pronto lui stesso a “chiamare un giornalista, così ci fa un articolo”. Un articolo su cosa? Sul sit-in che, sempre via whatsapp, il prof aveva invitato ad inscenare gli studenti: “La mia proposta è questa: visto che è bel tempo, perché non venite seduti lungo il Corso (Matteotti, ndr.), davanti alla scuola facendo Dad (didattica a distanza, ndr.) col cellulare per farvi sentire un po’? Che cavolo fate a casa da soli nella deprimente camera in cui c’è solitudine e non crescita in tutti i sensi? Lo so che non è facile ma se ci organizziamo almeno un giorno per farsi sentire si può fare”. Proposta rispedita al mittente dagli studenti esterrefatti. Che hanno reagito in modo molto maturo e molto critico.  Nei suoi attacchi-chat Cesaroni non aveva risparmiato il sistema sanitario: “Muoiono persone di tumore e le classificano Covid. Negli ospedali vengono ammessi pazienti Covid con sintomi influenzali solo perché si prendono soldi per ogni paziente di quel tipo” (…) “Tutti i tamponi non servono ad altro che a destabilizzare e far credere che ci sia una pandemia, quando il tampone neanche distingue il tipo di virus Sars da un altro”. (…) “L’obiettivo di tutta sta storia è farvi fare il prossimo vaccino che non sarà un vaccino normale ma CO V I D cioè copertura vaccinale intelligenza digitale”.

Da non credere, visto l’estremo sacrificio, con tanto di assunzione di gravi rischi, con cui medici e infermieri ben preparati si stanno attivando da mesi e mesi, con metodologie scientifiche comprovate, per arginare la pandemia da Covid dentro e fuori gli ospedali. Tornando alla  eventuale sanzione che colpirà il prof. Cesaroni, il dirigente scolastico ha 10-15 giorni di tempo per la sua indagine e per avviare il provvedimento disciplinare, che prevede delle contestazioni di addebito e poi le formali dichiarazioni difensive dell’accusato. Con l’Ufficio scolastico regionale Tittarelli dice di «avere avuto solo uno scambio di opinioni informale». Per il resto, da Consiglio d’istituto, Collegio dei docenti e Consigli di classe non sono ancora pervenute in presidenza richieste di convocazione. E per ora il professore pentito continua regolarmente a tenere lezione, a distanza, crediamo, anche da nuovi messaggi che relegano la tragedia del Coronavirus nella fantascienza.  Certo è che questo caso, un fulmine arrivato in un cielo già non proprio sereno «non ci aiuta nella grande opera organizzativa della didattica a distanza, volta a superare alcuni problemi di connessione internet perché sia efficace per tutti gli studenti» ha concluso il dirigente scolastico.

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