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Personale sanitario e Multiservizi,
giornata di scioperi e sit-in

ANCONA – I lavoratori dei due settori, entrambi messi sotto pressione dall'emergenza Covid, domani incroceranno le braccia e si riuniranno in presidio, davanti ad ospedali e prefetture, in tutte le province della regione. Le richieste dei sindacati: «rispetto dei diritti e retribuzioni adeguate per chi è in prima linea»
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Una giornata di scioperi e sit-in quella di domani. Il personale sanitario ed i circa 3mila lavoratori di Multiservizi nelle Marche incroceranno le braccia e si riuniranno in presidio davanti ad ospedali e prefetture, in tutte le province della regione. Due settori in prima linea nell’emergenza Covid e messi di nuovo sotto pressione dal riacutizzarsi della pandemia. Per chiedere «sicurezza, assunzioni ed ulteriori risorse», il personale sanitario, guidato dai sindacati della Funzione pubblica Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, sciopererà in tutta Italia e, nella declinazione marchigiana, sono previsti presidi, dalle 9 alle 10 a Pesaro, Ancona e Civitanova Marche, di fronte, rispettivamente, alle strutture ospedaliere di Marche Nord, Torrette e Covid Hospital. Dalle 13,30 alle 15 sarà poi la volta dei sit-in negli ospedali di Fermo, Ascoli e San Benedetto. «In questa fase di mobilitazione del lavoro pubblico – sottolineano i sindacati – le lavoratrici ed i lavoratori pubblici danno massimo sostegno e priorità a tutto il personale sanitario: è necessario che ai circa 20mila lavoratori del SSR Marche sia garantito di poter lavorare in sicurezza, assicurando costantemente dispositivi di protezione individuale, tamponi e sorveglianza sanitaria. Indispensabile e urgente – proseguono le sigle – è procedere con nuove assunzioni per implementare il personale e rafforzare i servizi sanitari, attraverso tutti gli strumenti applicabili, come l’utilizzo delle graduatorie da altre regioni e la stabilizzazione dei precari. Altrettanto importante è il rinnovo dei contratti ormai scaduti al 31 dicembre 2018». In agitazione anche il personale di Multisevizi – per la maggior parte, addetti alle pulizie e alla sanificazione – che sciopererà per l’intera giornata di domani allo scopo di veder riconosciuto il diritto al rinnovo del contratto nazionale, scaduto da oltre sette anni. Anche in questo caso, si tratta di un’iniziativa nazionale, che nelle Marche prenderà la forma di quattro presidi: alle 9,30 davanti alla prefettura di Pesaro in Piazza del Popolo, alle 11 di fronte agli Ospedali riuniti di Ancona, alle 10,30 davanti al pronto soccorso dell’ospedale di San Benedetto, ed alle 13,30 al Murri di Fermo. «Molti di questi lavoratori – hanno ricordato i segretari regionali Barbara Lucchi (Filcams Cgil), Marco Paialunga (Fisascat Cisl), Fabrizio Bontà (Uiltucs) e Ilaria Corinaldesi (Uiltrasporti) –, per il 70% donne, sono part-time involontari con retribuzioni medie mensili di 300/400 euro lordi: la condizione, quindi, di disagio economico e di precarietà è diffusa. Eppure sono gli stessi che svolgono un ruolo ritenuto essenziale con la pulizia degli ospedali, e dunque nel contenimento del contagio nei nosocomi, nelle Rsa, nelle case di cura ed anche negli uffici pubblici e privati. Nonostante questo impegno, le aziende e le associazioni datoriali hanno deciso di non rinnovare il contratto da ben sette anni creando ulteriori difficoltà a migliaia di lavoratori». Le richieste dei sindacati per il nuovo contratto riguardano un aumento della retribuzione, il mantenimento della malattia, la garanzia del cambio di appalto e le norme su salute e sicurezza. «L’emergenza pandemica ha messo in evidenza l’importanza dell’attività di questi lavoratori definiti spesso cavalieri ed eroi, ma che non hanno bisogno di titoli, bensì del giusto riconoscimento del lavoro prestato e di maggiori diritti e tutele».

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