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Benefit dall’Inps pur vivendo all’estero:
denunciati sei stranieri

INDAGINE - Truffa per circa 35mila euro scoperta dalla Guardia di Finanza. I beneficiari percepivano l'assegno staccato dall'Inps perchè ancora residenti formalmente in Italia, nelle città di Senigallia, Ancona e Trecastelli
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Vivono all’esterno ma percepiscono un benefit dall’Inps: scoperta frode da circa 35mila euro. Denunciati sei stranieri, formalmente residenti nella provincia dorica, i cui nominativi erano stati oggetto di apposito scambio d’informazioni con la Direzione Regionale Marche dell’Istituto.
Pur essendo tornati da tempo a vivere nei rispettivi Paesi di origine, queste persone continuavano a percepire l’assegno sociale spettante agli ultra sessantasettenni residenti e domiciliati in Italia.
Tale assegno è una forma di sostegno al reddito corrisposto dall’Inps ai cittadini italiani, comunitari (con iscrizione all’anagrafe comunale), extracomunitari (titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo), rifugiati politici e apolidi (titolari dei rispettivi titoli di soggiorno) che siano in possesso di determinati requisiti, ossia: abbiano compiuto 67 anni, siano residenti effettivamente e abitualmente in Italia, abbiano soggiornato legalmente in via continuativa per almeno dieci anni nel territorio nazionale, si trovino in condizioni economiche disagiate.
Le indagini, condotte dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Ancona e della Tenenza di Senigallia, hanno consentito d’individuare i sei cittadini stranieri, poi risultati essere fittiziamente residenti sul territorio nazionale, nei comuni di Ancona, Senigallia e Trecastelli, che non hanno comunicato il loro effettivo luogo di dimora, continuando a percepire il sostegno finanziario erogato dall’Inps.
I responsabili degli illeciti, che sono risultati essere di fatto domiciliati in Albania, Ucraina, Marocco, Tunisia e Argentina, sono stati, pertanto, denunciati per il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato nonché segnalati all’Istituto di Previdenza sociale per la revoca immediata del beneficio e il recupero delle somme indebitamente percepite.
Il caso più rilevante ha riguardato uno dei soggetti segnalati che è risultato essere ritornato in Tunisia, suo paese d’origine, e che, nel periodo gennaio 2018 – maggio 2020, ha indebitamente percepito la somma di 14mila euro, mentre dichiarava di continuare a risiedere ad Ancona.

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