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Chiuso un tratto di via Rupi Comunali
Due inchieste in Procura:
rischio crolli e per l’incolumità pubblica

ANCONA - Si tratta delle prime rampe di scalinate che conducono a un piazzale panoramico della stradina di origine medievale che scende a zig zag da piazza Stracca a piazza Dante Alighieri. La ristrutturazione slittata alla seconda metà del 2021. L'anno scorso si era svolto il sopralluogo dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale dei carabinieri.
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di Giampaolo Milzi (fotoservizio Giusy Marinelli)

Non c’è pace per la degradatissima e lurida via Rupi Comunali, di origini medievali. O meglio, assenza di soluzioni per una sua vera rinascita almeno nel breve-medio periodo. Giovedì, tecnici, dell’Amministrazione municipale hanno addirittura deciso di chiudere il primo tratto della suggestiva stradina che scende a zig zag da piazza Stracca a piazza Dante Alighieri, addossata al fianco sinistro di Palazzo degli Anziani, prestigiosa e antica sede del Comune. Si tratta delle prime rampe di scalinate che conducono a un primo piazzale panoramico, con l’accesso consentito solo ai pochi residenti di quella piccola porzione di itinerario. La Direzione lavori pubblici ha provveduto alla sistemazione di nuove transenne di legno, restringendo ancora di più il percorso, dove ora le persone possono passare solo in fila indiana. E sull’ormai cronico, vergognoso caso che riguarda anche la mancata sicurezza e rischi per l’incolumità pubblica, incombono ben due fascicoli d’inchiesta aperti da due diversi sostituti procuratori della Repubblica: nessun iscritto nel registro degli indagati, ma si valutano eventuali reati omissivi da parte di chi ha la competenza di effettuare al più presto lavori di ampio respiro, dato che alcune parti di via Rupi rischiano addirittura di crollare. Nuove transenne, tutto qui. Dopo che le prime, posizionate nel lontano 28 giugno 2019 dopo un accurato sopralluogo dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale dei carabinieri – vista l’inazione dell’Amministrazione civica – erano state spazzate via dal vento. E dopo che l’Amministrazione, da qualche giorno, era stata fortemente sollecitata dalla Soprintendenza unica delle Marche a darsi da fare, una buona volta, dato che la strada è oggetto di vincolo e quindi tutelata come importate bene architettonico-paesaggistico.

Quanto all’immobilismo del Comune, basta pensare che il 15 luglio 2019, l’assessore alle Manutenzioni, Stefano Foresi, rispondendo ad una interrogazione della consigliera comunale leghista Antonella Andreoli, aveva dichiarato «che gli uffici preposti stanno già lavorando a un progetto e a un preventivo per la pulizia e la complessa ristrutturazione, per ora ipotizziamo una spesa di 20mila euro, il cantiere sarà ultimato a settembre 2019». A parte l’ammontare risicato delle risorse a disposizione, parole al vento. La Direzione Lavori pubblici, recentemente, ha scritto più note alla Soprintendenza, promettendo una messa in sicurezza provvisoria delle scalinate entro la fine di quest’anno, per evitare anche il distacco di ulteriori blocchi di pietra e mattoni pericolanti dalle plurisecolari pareti, tramite poi l’approntamento di reti metalliche di contenimento; in una seconda fase, prevista la certosina eliminazione delle erbacce infestanti e la sistemazione dei pianerottoli che caratterizzano la via, che, come le scalinate e le pareti, presentano avallamenti e gravi fenditure e crepe.

Va ricordato che nell’area più attrattiva della zona (quella subito sotto la murata che si protende fino in piazza Stracca), si aprono grandi arconi bianchi, anch’essi medievali, che danno in ambienti che ospitano decine e decine di sfere di pietra (disposte a piramide) un tempo usate dalle catapulte per difendere Ancona libero Comune da eventuali attacchi militari dal mare: quegli ambienti oscuri sono ridotti in uno stato di giungla, sommersi da vegetazione infestante e da rifiuti.
Ma la notizia più negativa è che l’Amministrazione comunale ha fatto sapere che il progetto di recupero e risistemazione integrale di via Rupi Comunali sarà attuato solo nella seconda metà del prossimo anno, nell’ambito del piano complessivo, finanziato anche con fondi europei, per la riqualificazione dell’intero “waterfront”, ovvero la passeggiata, scandita da monumenti ed edifici di gran pregio storico-architettonico, che dalla base della vecchia Lanterna (faro settecentesco) a nord arriva in direzione sud fino alla Mole Vanvitelliana, passando per l’Arco dell’imperatore Traiano, i significativi resti dei magazzini e cantieri navali del porto romano (anch’essi in uno stato di estrema fatiscenza), la Casa del Capitano, del XIII secolo (in disuso da tantissimi anni), tratti della cinta muraria portuale, con le sue portelle (per fare alcuni esempi).

I Iavori da eseguire sono imponenti, ma urgenti. A parte quelli inerenti l’eliminazione dei gravi deficit strutturali di tuta la via – scale spezzate, pericolo di crolli, accurata ripulitura e disinfestazione (i residenti continuano a segnalare la presenza di topi, che addirittura talvolta entrano nelle loro abitazioni), l’installazione di un efficiente impianto di pubblica illuminazione, c’è da intervenire per risistemare i tre ingressi – sempre di competenza comunale – del sito archeologico oggetto di campagne si scavi della Soprintendenza (1973-1979, metà anni ’80, 1992-1994) che portarono alla luce, all’interno della facciata orientale di Palazzo degli Anziani, un tempietto con una cappellina (secondo alcuni studiosi forse addirittura in stile bizantino, del VI secolo d.C.), un presbiterio e alcuni vani (destinati ad uso sacro e/o a ripostigli-magazzini), una torre spezzata da un moderno pilastro di cemento, con alla base tratti di pavimentazione in opera spicata e rampe di scale e percorsi di camminamento che collegavano il sito col Palazzo e la via (incerta la datazione, tra il X e il XIII secolo). Gli accessi a queste significative testimonianze dell’Ancona Repubblica Marinara che fu sono sbarrati dal 1994, coperti da tettoie in lamiere arrugginite e cadenti, anch’essi infestati dalle onnipresenti erbacce. In tanti vigilano e sollecitano: Soprintendenza, “carabinieri della cultura”, Magistratura, cittadini indignati. Affinché questa preziosa cartolina della memoria storica del capoluogo dorico torni a brillare, anche per i turisti.

 

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