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Da marzo staccate 136 sanzioni Covid
«C’è chi ne ha prese 4 in 4 giorni»

L'INTERVISTA alla comandante della polizia locale di Ancona Liliana Rovaldi: «Sul territorio abbiamo aumentato di molto i controlli, tenendo un rapporto di prossimità con i cittadini perché ci rendiamo conto che essere presenti è un deterrente. E’ la prevenzione quella a cui noi puntiamo. Quando non è possibile, sono inevitabili le multe»
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Liliana Rovaldi

 

di Alberto Bignami

Il primo Dpcm per contenere la pandemia del Covid è stato firmato dal premier Conte lo scorso 9 marzo. A quello, ne sono seguiti altri per far sì che le regole per contenere il contagio fossero rispettate. In nove mesi di pandemia, sono state oltre cento le sanzioni staccate dalla polizia locale dorica. Il bilancio con la comandante Liliana Rovaldi: «Da marzo ad oggi (31 dicembre, ndr)  – ha affermato la dirigente – le sanzioni sono state complessivamente 136. Nella prima fase ne abbiamo fatte di più rispetto alla seconda, perché le persone non rispettavano più che altro il lockdown. Si trattava piuttosto di adulti. Nella seconda fase – prosegue – quella dei mesi di settembre, ottobre e novembre, sono stati invece sanzionati soprattutto e prevalentemente giovani e giovanissimi. Per quanto riguarda i minori trovati in difetto, le sanzioni sono state notificate ai genitori». Il fatto che nella seconda fase, quella successiva all’estate, a ‘sgarrare’ siano stati i ragazzi forse sta nel fatto che ci si era abituati al ritorno ad una libertà maggiore potendo andare in vacanza e trascorrendo le notti sulla riviera. Difficile poi, forse, rientrare nei ranghi con gli ulteriori Dpcm.

La polizia locale durante il lockdown

«Dopo l’estate – riprende – è stato un pochino più ‘difficile’ controllare le persone. E’ plausibile poiché diciamo che ci si era riabituati alla vita. Più ‘difficile’  ma, comunque, in maniera marginale. Devo dire però che le mascherine ora le indossano tutti». Ciò, grazie anche agli assidui controlli «che sul territorio abbiamo aumentato di molto – riprende – tenendo un rapporto di prossimità con i cittadini perché ci rendiamo conto che essere presenti è un deterrente. E’ la prevenzione quella a cui noi puntiamo poi, quando non è possibile, passiamo alla repressione verbale. Quello che noi vogliamo – sottolinea – è essere presenti per far sì che le persone si ricordino delle regole da rispettare». Ma c’è chi le regole non le ha rispettate non una volta ma quattro, riuscendo a collezionare 2800 euro di multa in quattro giorni.
E’ il caso di «un cittadino che andava a prendere il figlio a scuola – ricorda la comandante -. Arrivava davanti all’istituto ed ecco e si toglieva la mascherina. Noi eravamo presenti perché facevamo attraversare i bambini. Inizialmente abbiamo pensato ad una forma di leggerezza e gliel’abbiamo detto: “Deve indossare la mascherina”. Lui è stato molto reticente – prosegue – tanto che il primo giorno l’abbiamo redarguito senza verbale ma abbiamo attenzionato la situazione. Nei giorni successivi, questa persona continuava però a venire davanti alla scuola e quindi a togliersi la mascherina. A quel punto gli abbiamo fatto un primo verbale di 400 euro (che se si paga entro 5 giorni passa a 280 euro) poi – dice – siccome la sanzione raddoppia a partire dalla seconda, altri tre verbali (uno al giorno ndr) successivamente. Il quinto giorno – conclude – si è presentato completamente bardato, vestito con la tuta Dpi che il personale sanitario usa nei reparti dopodiché non si è più visto. Quello che mi è dispiaciuto – commenta – è che il suo atteggiamento purtroppo era di sfida» quando sarebbe stato invece meglio pensare a ciò che il Covid ha causato in questo anno. «Comunque i cittadini anconetani hanno raggiunto un alto grado di consapevolezza e responsabilità, come dimostrato durante il Natale. Sono convinta che anche a Capodanno non ci saranno problemi».

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