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Poche risorse per gli operatori sanitari,
i sindacati denunciano:
«Pronti allo stato di agitazione»

EMERGENZA COVID - Cgil, Cisl e Uil esprimono forte preoccupazione per i dati comunicati dal Servizio Salute della Regione Marche: «Secondo la Legge di Stabilità ci sarebbero appena un milione e 100mila euro, cifra neanche sufficiente a pagare le indennità previste»
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Cgil, Cisl e Uil esprimono forte preoccupazione per i dati comunicati dal Servizio Salute della Regione Marche circa le risorse economiche presenti per riconoscere la professionalità ed il lavoro svolto dagli operatori sanitari nei reparti Covid nel corso dell’anno appena iniziato. «Di fatto le risorse previste dalla Legge di Stabilità sarebbero complessivamente di appena un milione e 100mila euro, una cifra neanche sufficiente a pagare le indennità previste» spiegano Marco Pintucci (Fp Cgil Marche), Luca Talevi (Cisl Fp Marche) e Marcella Evangelista (Fpl Uil Marche). «Una beffa inaccettabile per coloro che da mesi rischiano quotidianamente la vita per assistere i malati Covid – continuano-. Ci attiveremo sia con i vertici della sanità regionale che con i parlamentari marchigiani per trovare adeguate risorse atte a valorizzare coloro che a parole vengono denominati “eroi” , ma che nei fatti devono anche lottare per veder riconosciuto quanto dovuto». «Se entro i prossimi giorni non arriveranno adeguate risposte sulla valorizzazione del personale impegnato nell’emergenza Covid, che purtroppo durerà ancora per mesi stante anche la mancanza di vaccini, ci riserviamo la possibilità di indire lo stato di agitazione del personale».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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