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Negli uffici postali sciopero
delle prestazioni straordinarie

ANCONA - Da domani al 15 aprile i circa 3000 dipendenti dei 408 sportelli marchigaini aderiranno alla mobilitazione proclamata da Slc Cgil e da Confsal Marche. C'è carenza di personale e al Centro Multiservizi dorico si è accumulata una giacenza di circa 9500 pratiche
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Da domani fino al prossimo 15 aprile, sciopero delle prestazioni straordinarie e aggiuntive per i dipendenti di Poste Italiane. Lo sciopero è stato proclamato da Slc Cgil e da Confsal Marche e interessa i circa 3000 dipendenti delle Marche che contano 408 uffici. «La situazione, nella regione, è critica: negli ultimi cinque anni sono stati chiusi 39 uffici e molti sono stati razionalizzati, circa 30 uffici non stati riportati a regime pre covid. I dipendenti sono calati di 600 unità» spiegano i sindacati in un comunicato. Numeri importanti che hanno spinto Slc Cgil e Confsal Marche a proclamare lo sciopero degli straordinari. «Ma c’è anche dell’altro. – prosegie la nota – Da mesi, i cittadini sono costretti ad affrontare lunghe code agli sportelli, l’organico è sempre più ridotto; chi si occupa di vendita di prodotti commerciali viene sottoposto a continue pressioni. Quanto ai portalettere, il personale di ruolo a gennaio 2021 riusciva a coprire, nella provincia di Ancona, solo l’86% del fabbisogno. E, sempre a proposito di carenza di personale, al Centro Multiservizi di Ancona si è accumulata una giacenza di circa 9500 pratiche. Da ultimo, Slc e Confsal fanno notare che, in questo momento in cui l’e-commerce sta raggiungendo picchi storici, Poste Italiane spa sta esternalizzando sempre più i servizi legati alla logistica affidando i trasporti a ditte in appalto; il tutto alimentando il dumping salariale e l’aumento dei rischi legati alla sicurezza (tema al quale, è noto, i titolari degli appalti sono poco avezzi)». Con questa mobilitazione, Slc Cgil e Confsale Marche intendono «sollecitare l’azienda a nuove assunzioni e alla riapertura di tutti gli uffici postali per garantire un servizio di qualità e condizioni di lavoro dignitosi».

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