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Loris Pasquini al giudice:
«Mi dispiace, sono andato oltre
Ma non volevo uccidere mio figlio»

DELITTO DI SENIGALLIA - Questa mattina l'udienza di convalida del 72enne da lunedì recluso a Montacuto con l'accusa di omicidio volontario aggravato. Il gip si è riservato sulla misura cautelare da applicare. Il pensionato aveva denunciato Alfredo per maltrattamenti nel 2013 e nel 2015. Chiesta la perizia psichiatrica
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Loris Pasquini

 

Riserva sulla convalida del fermo e sulla misura cautelare da applicare a Loris Pasquini, il 72enne senigalliese arrestato lunedì sera dai carabinieri per aver ucciso con un colpo di pistola il figlio 26enne Alfredo, all’esterno della loro abitazione di Roncitelli. L’udienza di convalida si è tenuta questa mattina: il pensionato, ex ferroviere, era collegato da remoto dal carcere di Montacuto con l’ufficio del giudice che, questa sera, non aveva ancora sciolto la riserva per quanto riguarda le sorti del 72enne.  Non si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha sostanzialmente ha ribadito quanto già detto durante l’interrogatorio fatto in caserma lunedì davanti ai carabinieri e al pm Paolo Gubinelli: «Mi sono difeso dalle botte, ho mirato a una coscia, non volevo uccidere mio figlio» la versione di Pasquini nel ripercorrere la colluttazione avuta nel pomeriggio della tragedia, quando il 26enne lo avrebbe affrontato sia a mani nude che con un bastone di legno lungo quasi un metro, finito sotto sequestro. «Sono dispiaciuto per quanto accaduto, sono andato oltre rispetto a quanto avevo immaginato» ha detto questa mattina al giudice. Il 72enne ha riferito ancora il clima di violenza e vessazioni in cui era costretto a causa del figlio, seguito dal Centro di Salute Mentale di Senigallia e invalido psichico al 100%. L’uomo ha detto che Alfredo non assumeva le medicine che gli venivano prescritte. Nel 2013 e nel 2015, il 72enne aveva denunciato il figlio per maltrattamenti in famiglia. Le querele sono state poi ritirate. Nel corso dell’udienza, il difensore Roberto Regni ha chiesto una perizia psichiatrica per il suo assistito per rilevare le condizioni mentali al momento dei fatti. Loris, nella colluttazione col figlio, ha riportato varie contusioni: al braccio e al capo. Ha riferito anche di vedere meno dall’occhio destro.

(fe.ser)

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