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«Il rilancio del Parco del Conero
è occasione di sviluppo
per tutto il territorio regionale»

LE PAROLE del governatore Acquaroli che questa mattina ha presenziato agli Stati Generali dell'ente coordinato dal presidente Silvetti: «I concetto di grande attrattore coinvolgerà tutte le Marche»
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Il presidente Acquaroli agli Stati Generali del Conero

 

Il Parco del Conero come volano di sviluppo per l’intero territorio marchigiano. E’ il progetto emerso nel corso del primo incontro degli Stati Generali del Conero a cui hanno partecipato, tra gli altri, il governatore Acquaroli, il presidente dell’ente Silvetti e i sindaci della quattro città su cui ricade il parco: Ancona, Camerano, Numana e Sirolo.  «In questo territorio convivono interessi legittimi che difficilmente riescono ad armonizzare con le aspettative che il cittadino ha rispetto all’Ente Parco, in passato visto e percepito come un apparato burocratico che pone vincoli e balzelli a fronte di nulla osta – afferma Silvetti – Un Ente quasi nemico del territorio. Ma non deve essere affatto così. Se da una parte la nostra mission è la tutela ambientale, dall’altra, per essere appetibili, dobbiamo riequilibrare il nostro rapporto con la valorizzazione delle imprese produttive. Penso alla filiera agroalimentare, al comparto del turismo e a tutto ciò che riguarda l’aspetto culturale. Secondo la nostra attuale visione il Parco deve essere un Ente che abbia la prerogativa di fungere da soggetto attivo e coordinatore. Deve creare armonia tra gli enti che vi partecipano e fornire risposte. Dunque sono perfettamente consapevole dell’opportunità che rappresenta il Parco del Conero per tutto il territorio, pertanto chiedo quale sia la visione di questa giunta Regionale di fronte al grande tema delle aree naturali».

Al microfono il sindaco di Numana Tombolini

«Il rilancio del Parco del Conero e del patrimonio ambientale che abbiamo a disposizione nel nostro territorio è uno dei temi centrali per la giunta regionale – ha risposto il Presidente Acquaroli – Soprattutto in un’ottica di sviluppo condiviso di un progetto e di una visione che rappresenta una sfida da raggiungere tutti insieme: istituzioni, corpo economico, associazioni di categoria, università e associazioni portatrici di interesse. In questa visione condivisa, le risorse, e quindi il bilancio, sono il fulcro dell’azione di rilancio. La Regione è disponibile a ragionare in questo senso, purché ci sia condivisione di intenti e attraverso un impegno progressivo e graduale. Per fare ciò occorre vincere ogni campanilismo. Dobbiamo far comprendere a tutta la regione che l’importanza di un patrimonio ambientale e naturale come il Conero rappresenta un’opportunità per l’intero territorio. Mettendo insieme questi aspetti, il concetto di grande attrattore coinvolgerà tutte le Marche e creerà quell’effetto moltiplicatore il cui beneficio sarà senza dubbio diffuso e utile a tutti. Invito l’Ente Parco del Conero a fissare subito un appuntamento di natura tecnica-amministrativa, in cui approfondire tutti i temi enunciati, per affiancare questo importante progetto di rilancio del Parco del Conero all’interno di un più ampio sistema di valorizzazione del patrimonio ambientale delle Marche».

Il presidente Silvetti

Un tema, quello delle risorse, che per molto tempo ha rischiato di paralizzare le attività del Parco. Eppure, con grandi sforzi, l’Ente è comunque riuscito a sorpassare gli ostacoli seppure con non poca difficoltà. «La passata Amministrazione Regionale – spiega il direttore Marco Zannini – per affrontare una patologica mancanza di risorse, ci aveva convinto ad aver fiducia dell’istituzione regionale, la quale non avrebbe dimenticato i suoi organi strumentali come il Parco Regionale del Conero e avrebbe prodotto una legge di riordino del sistema delle aree protette al pari di altre regioni italiane, nell’ottica della razionalizzazione della spesa. Ma a parte il commissariamento dell’ente, durato 2 anni, e un direttivo allargato ai comuni durato altri due anni non c’è stato nessun riordino. Nel quinquennio passato, in assenza di una reale programmazione regionale, l’Ente Parco del Conero, grazie ai volenterosi dipendenti e amministratori, ai Carabinieri Forestale e anche alla partecipazione di tanti volontari, si è comunque adoperato per compiere importanti progetti per il territorio come la realizzazione i Piani di Gestione delle aree SIC e ZPS, di cui l’Italia è ancora sotto infrazione comunitaria; portare gli agricoltori a partecipare ai bandi del PSR».

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