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Luogo del cuore ma inaccessibile:
transennato Largo Casanova

ANCONA - Da qualche settimana è impossibile accedere a uno dei punti più panoramici del capoluogo, citato anche da moltissimi cittadini nel recente sondaggio sul turismo lanciato dal Comune. Alla base dei divieti, un cedimento con relative crepe di un tratto di marciapiede attiguo al parapetto
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Transenne al Largo Casanova

 

di Giampaolo Milzi (foto di Giusy Marinelli)

Prognosi riservata sullo stato di salute del largo belvedere Giacomo Casanova, reso dall’Amministrazione comunale inaccessibile da circa un mese. Questo spicchio urbano di Capodimonte, dal quale si può ammirare uno dei più straordinari panorami simbolo del formidabile legame tra la città e il mare, è ormai considerato un malato a rischio. Dal settore Lavori pubblici municipale le notizie non sono omogene. Di sicuro è stato rilevato un cedimento con relative crepe di un tratto di marciapiede attiguo al parapetto; e nel contempo c’è chi allarga i danni a una porzione dell’ampio selciato a forma di triangolo schiacciato, vittima di un avvallamento del manto superficiale. Un’incertezza che da un lato giustifica il protrarsi a tempo indeterminato del vistoso “incerottamento” che caratterizza il sito in cima allo storico quartiere collinare che si affaccia sul cuore a mare dell’Ankon (dal greco “gomito), con quattro strisce di transenne di legno lunghe quasi 50 metri fra le quali è stato ricavato un passaggio pedonale; dall’altro la cautela sulle cause della “malattia”, che potrebbero essere di tipo statico. Proprio per verificare questa ipotesi, più negativa, tra gli accertamenti in atto ci sono anche quelli di un geologo, che dovrà attuare sofisticati rilievi tecnologici per capire se, come si teme, i danni in superficie siano dovuti a leggeri ma non sottovalutabili smottamenti o instabilità sotterranee. L’alternativa, più confortante ma forse meno credibile, è che sul banco degli imputati ci possano finire piogge e infiltrazioni d’acqua. Ma più il tempo passa e più è difficile pensare che per la “guarigione” possa bastare una semplice riasfaltatura. Certo è che il colpo d’occhio per chi, salendo dalle vie Cialdini, Astagno, Podesti e Torrioni, appena passata piazza San Gallo, raggiunge il largo belvedere, è piuttosto inquietante. In realtà un po’ tutto lo strato della asfaltatura non è pianeggiante, ma caratterizzato da anomale ondulature e fenditure. Fenditure presenti anche nel muretto che si incunea a punta sul piccolo strapiombo celato dalla rigogliosa vegetazione. Sul lato opposto, “resiste” in qualche modo al passare dei decenni la targa che ricorda la medievale Porta Capodimonte, eretta nel 1335 e demolita dopo la fine della seconda guerra mondiale dai militari alleati. Addossata alla rupe della fortezza della Cittadella, la porta fu fino al 1789 l’ingresso principale della città da sud (attuali vie Giambattista Pergolesi e Raffaello Sanzio). Pochi anni prima, nel 1743, fu inaugurata la Mole Vanvitelliana, il “magico” edificio pentagonale che si potrebbe (purtroppo da qualche settimana il condizionale è d’obbligo) ammirare dal largo Casanova, assieme a Porta Pia, il Mandracchio, il porto storico e il colle Guasco con la Cattedrale di San Ciriaco. Un panorama eccezionale, va ribadito, tanto che il belvedere è stato segnalato da molti anconetani come “luogo del cuore” in occasione del recente sondaggio effettuato dall’Amministrazione comunale per delineare un piano turistico strategico per Ancona (leggi l’articolo). Non resta che attendere – come ha confermato l‘ing. Stefano Capannelli, dirigente del settore Edilizia monumentale del Comune, gli esiti dei rilievi “underground” e la relazione del geologo per capire l’entità del progetto chiamato a restituirci questo meraviglioso effetto cartolina. Impossibile, allo stato attuale, prevedere quando.

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