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Processo bis strage di Corinaldo,
anche il sindaco verso il processo:
«Verità a ogni costo» (Foto)

ANCONA - Partita l'udienza preliminare per i 18 indagati all'interno dell'inchiesta focalizzata sugli aspetti burocratici e di sicurezza della Lanterna Azzurra. Presente in aula il primo cittadino Matteo Principi: «Il mio assetto rispetto a questo percorso giudiziario è esserci». Tra i familiari delle vittime, il fratello di Benedetta Vitali: «Ho promesso a mia sorella di esserci». Una quarantina le costituzioni di parte civile presentate
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L’aula del processo

di Federica Serfilippi (foto di Giusy Marinelli)

E’ partita questa mattina alle 12 l’udienza preliminare per il secondo filone d’indagine della strage della Lanterna Azzurra. Alla sbarra 18 imputati, tra i gestori del locale, i proprietari, gli addetti alla sicurezza e i sei componenti della Commissione di Vigilanza che nell’ottobre 2017 rilasciò la licenza di pubblico spettacolo alla discoteca teatro della tragedia avvenuta la notte dell’8 dicembre 2018, con sei morti (i minorenni Benedetta Vitali, Asia Nasoni, Emma Fabini, Mattia Orlandi Daniele Pongetti e la 39enne Eleonora Girolimini) e oltre 200 feriti.

Il sindaco Principi

Tra i reati contestati, la cooperazione in omicidio colposo plurimo, lesioni personali, disastro colposo e varie fattispecie di falso.  In questa prima tranche d’udienza, spazio alle istanze per richiedere di essere parte civile al processo. Una quarantina le richieste presentate davanti al gup Francesca De Palma, tra cui quelle dei familiari delle sei vittime, alcuni feriti e il Codacons. Alcuni indagati hanno espresso – ma ancora nessun documento è stato depositato in merito – l’intenzione di procedere con riti alternativi: almeno in tre vorrebbero patteggiare, in cinque accedere all’abbreviato. Tra questi non ci sono due consulenti privati (uno per i proprietari dell’immobile, l’altro per i gestori) e i componenti della Commissione, di cui era presidente il sindaco di Corinaldo, Matteo Principi. Proprio il primo cittadino, assistito dagli avvocati Marina Magistrelli e Monica Clementi, era presente in aula come indagato: «Ci metto la faccia, come è giusto che sia rispetto alla gravità di questa drammatica vicenda. Massima disponibilità nel raggiungere il prima possibile la verità, questo è il mio obiettivo sia come persona coinvolta che come rappresentante di un comune colpito. Il mio assetto rispetto a questo percorso giudiziario è esserci, esserci per raggiungere la verità, costi quel che costi».

Al centro Francesco Vitali ed Irene Ciani

Tra i familiari delle vittime, presente il fratello di Benedetta Vitali, Francesco, assistito dal legale Irene Ciani: «L’auguro è che si giunga in fretta alla conclusioni che speriamo – ha detto. E’ una causa che ho promesso di portare avanti a mia sorella e a mia madre (quest’ultima scomparsa nell’agosto del 2020, ndr). Vado avanti col cuore. Se sono qui è solo perchè la pesantezza emotiva è messa da parte». L’udienza è stata aggiornata al 30 settembre: dovranno essere varate le costituzioni di parte civile e presentate ufficialmente le richieste per accedere ai riti alternativi. Nel luglio dello scorso anno, in primo grado è terminato il processo per i rapinatori modenesi, accusati di aver spruzzato lo spray urticante all’interno della Lanterna Azzurra, causando il fuggi fuggi scomposto dei giovani avventori. In sei sono stati condannati complessivamente a 68 anni di carcere: riconosciuti l’omicidio preterintenzionale, lesioni personali, episodi di furti e rapine, ma non l’associazione a delinquere.

Gli avvocati fuori dall’aula

Da sinistra, Monica Clementi e Marina Magistrelli

Il sindaco Principi

Il pm Paolo Gubinelli

Francesco Vitali

Strage di Corinaldo, atto secondo: in 18 rischiano il processo

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