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Al via l’esame di Maturità:
«E’ la conclusione di un percorso,
non siamo la generazione del Covid»

ANCONA - La voce degli studenti del Savoia-Benincasa alle prese con lo scoglio dell'elaborato da illustrare alla Commissione. E' il secondo anno dei maturandi alle prese con la pandemia: «Noi agevolati? Affatto, ci siamo preparati su tutte le materie. Non abbiamo fatto un anno in 'meno'»
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I maturandi fuori dal Savoia-Benincasa

di Alberto Bignami (foto di Giusy Marinelli)

Esame di maturità al via da questa mattina. Sono sessanta i lunghi minuti che hanno visto gli studenti impegnati in una prova orale che ha spaziato a 360 gradi toccando ogni materia.
All’esterno del Savoia-Benincasa, gli studenti finiscono un ultimo ripasso necessario solo ad avere una ulteriore conferma che le cose si sanno. C’è chi attende di essere chiamato e chi fa compagnia al compagno o alla compagna di classe con la curiosità poi di sapere come è andata e di come si svolge la prova d’esame.

Niccolò Tortorelli

Il primo della giornata è stato Niccolò Tortorelli, uscito dopo poco più di un’ora. «Tanta emozione – racconta lo studente del Savoia indirizzo scientifico informatico – perché sono stato il primo. Ho portato l’elaborato in chiavetta Usb e in un’ora ho avuto modo di spaziare tra tutte le materie che abbiamo affrontato durante l’anno partendo da scienze, passando poi per arte, parlando di storia, filosofia, matematica, fisica e poi – prosegue -, con la seconda parte di italiano, sono riuscito a collegare le materie di italiano e latino». Gli studenti che da oggi hanno iniziato gli esami di maturità, come detto dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, «non vogliono essere trattati come la “generazione Covid”, non sarà un esame di serie B».
E infatti «è un esame come un altro – prosegue -. Ci siamo dovuti preparare su tutti gli argomenti. Sono certo che le nostre conoscenze sono le stesse di chi ha affrontato l’esame 3 anni fa».

Nina Petrishchak

L’anno scolastico appena trascorso ha visto lezioni in presenza e la dad; un’altalena che «sotto alcuni aspetti – dice Nina Petrishchak, studentessa del tecnico con indirizzo di amministrazione finanza e marketing – è stata difficile e sotto altri più semplice. I professori ci hanno però aiutato molto. Sono stati bravi a capire le varie situazioni perché non è semplice andare prima a scuola, e poi tornare a casa stando lontano da tutti nel giro di pochi giorni ma, soprattutto, pensando al rapporto molto stretto che c’è stato nelle classi durante gli anni precedenti al Covid».
«A casa ci sono inevitabilmente tante distrazioni – aggiunge Emanuele Gancitano, studente di Scienze applicate – che complicano o rendono difficile la concentrazione che si può avere invece in classe. I professori sono stati però in grado di farci sempre stare davanti al computer, con le giuste pause ovviamente, per capire bene le varie materie e per insegnarci. Sono stati davvero bravi».

Emanuele Gancitano

Pietro Piscitelli sosterrà la prova sabato «ma sono venuto a fare sostegno psicologico e ovviamente a vedere come si svolge. Indubbiamente – prosegue -, qui davanti alla scuola l’ansia aumenta perché si vivono non solo le proprie emozioni, ma anche quelle dei compagni di classe. Come anno scolastico – spiega -, nonostante la confusione creata dall’incertezza tra dad e lezioni in presenza, i professori sono stati bravi a non farcelo pesare. Aggiungiamoci poi che siamo fortunati perché siamo una classe affiatata: ci organizzavamo bene e ci aiutavamo. E’ stato un anno costruttivo e non mi sento di aver fatto un “anno in meno” rispetto a coloro che hanno sostenuto l’esame prima del Covid. Forse, anzi – dice – l’ho fatto meglio perché la prova è orale e, dunque, non ci sarà scappatoia che tenga. Impossibile copiare. Bisogna davvero sapere tutto».

Pietro Piscitelli

«Ho l’esame venerdì – dice Filippo Garota -. Sono venuto a sostegno morale dei miei compagni e per sondare il terreno. Sicuramente questa maturità è la conclusione di un grande percorso, un capitolo importante della nostra vita. Non nego un po’ d’ansia e tensione. Questo esame non ritengo che debba essere svalutato rispetto ad altri precedenti, perché la difficoltà rimane. Credo sia giusto sottolineare – dice – che gli argomenti che portiamo all’esame sono rimasti identici. L’unica cosa è che vanno applicati oralmente e quindi qui viene fuori anche quella capacità che

Filippo Garota

uno studente ha di relazionarsi con i professori. La prova scritta – ricorda – è nell’elaborato, che a tutti gli effetti è una tesina. Per tutti noi  è importante come la scuola ci abbia aiutato nel corso non solo di questo, ma di tutti gli anni, ad arrivare a questa conclusione anche con alcuni progetti di intercultura. Personalmente – conclude – sono contento della scelta che ho fatto e non avrei potuto chiedere di più». Questa mattina, un saluto alle Commissioni e ai maturandi, lo ha portato il direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale Marco Ugo Filisetti. In primis si è recato al Vanvitelli-Stracca- Angelini, poi al Podesti-Calzecchi-Onesti di Passo Varano. «Le misure di sicurezza adottate per l’esame – ha detto il direttore – sono le stesse dello scorso anno. C’è l’obbligatorietà delle mascherine per il candidato e i componenti della Commissione. Stiamo dando continuità a un’esperienza iniziata l’anno scorso e sta funzionando bene».

 

 

Marco Ugo Filisetti

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