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«No a servizi notturni disarmati»:
il Sulpl della Polizia Locale
chiede più tutele

ANCONA - Il delegato regionale Federico Coratella spiega che gli operatori di Polizia Locale «sarebbero anche disposti a svolgere i servizi, ma solo con le dovute garanzie, con l'adeguata formazione e soprattutto provvisti degli strumenti necessari alla tutela della loro e altrui sicurezza.»
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La Polizia Locale durante alcuni controlli notturni (Archivio)

Il Sindacato Unitario Lavoratori della Polizia Locale (Sulpl) di Ancona non ci sta a mettere in servizio la Polizia Locale dopo le 22 «disarmata, con le altre forze di polizia.» La motivazione, come spiega il sindacato, è dovuta a fattori di sicurezza.
«A seguito delle scelte dell’amministrazione comunale tramite il comandante della Polizia Locale – spiega il delegato Federico Coratella -, in merito al predisporre servizi oltre le 22, già effettuati nelle serate di sabato a partire dall’8 maggio 2021 assieme alla questura di Ancona, richiamiamo alla correttezza delle parti – prosegue – e critichiamo l’amministrazione che lascia i propri dipendenti svolgere i servizi disarmati, al fianco delle altre forze dell’ordine, addirittura assegnati a controlli di ordine pubblico senza la dotazione minima degli adeguati e dovuti strumenti di sicurezza e protezione, trascurando la sicurezza degli agenti impegnati.»
Il delegato sindacale sottolinea poi che «affermiamo con chiarezza che gli operatori di Polizia Locale sarebbero anche disposti a svolgerli ma solo con le dovute garanzie, con l’adeguata formazione e soprattutto provvisti degli strumenti necessari alla tutela della loro e altrui sicurezza.»
Ciò deriva dal fatto che «troppo spesso siamo costretti a leggere sui giornali di agenti infortunati e coinvolti in episodi di gravità tale da rendere necessario il ricorso a cure mediche o, peggio, solo perché hanno svolto il proprio lavoro senza avere la possibilità di difendersi con tutti gli strumenti e dpi possibili e solo perché la protezione dei propri dipendenti non è stata ritenuta una spesa necessaria da parte dell’amministrazione.»
A tal proposito, il sindacato ricorda «la circolare emanata dal Ministero dell’Interno del 2006 nella quale è riportato che: “…per quanto concerne l’impiego del personale nei servizi notturni, non vi sono dubbi che l’espletamento degli stessi debba essere effettuato da coloro che abbiano in dotazione l’arma, proprio perché si tratta sempre di esigenze essenzialmente di prevenzione, il cui svolgimento può concretamente porre in pericolo l’incolumità di chi li esplica”.»
Coratella conclude dicendo che «siamo stanchi di vedere come per l’amministrazione comunale gli operatori di Polizia Locale siano considerati agenti di serie B, ma siamo soprattutto allibiti – conclude – di come venga presa sottogamba la sicurezza dei propri operatori della sicurezza. Sulla sicurezza non si scherza. Le persone non sono numeri, ma sono cittadini con famiglia e dignità.».
Il Sulpl farà dunque ufficiale richiesta affinché, tramite la Regione Marche, siano previsti obbligatoriamente per tutti i comuni gli strumenti di autotutela.

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