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‘L’uomo con il globo in mano’ premiato
al ‘Rome International Movie Awards’

JESI - Il cortometraggio ispirato alla collaborazione tra Angelo Colocci, l’umanista jesino, e Raffaello Sanzio, il divin pittore di Urbino, ha vinto la sezione “Best comedy” e “Best make up e Hairstylist”
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Ha vinto la sezione “Best comedy” e “Best make up e Hairstylist” al “Rome International Movie Awards” ‘L’uomo con il globo in mano’, il cortometraggio ispirato alla collaborazione tra Angelo Colocci, l’umanista jesino, e Raffaello Sanzio, il divin pittore di Urbino. Il video è nato all’interno di un progetto culturale dedicato alla valorizzazione di Colocci e in particolare il suo rapporto con Raffaello che ha visto la città di Jesi ospitare una mostra dedicata all’umanista jesino e al pittore urbinate, svoltasi a Palazzo Pianetti. Una produzione Sydonia Production, in collaborazione con Subwaylab e Atgtp Teatro Giovani Teatro Pirata, regia di Alessandro Tesei.  Mauro Casciari, Enrico Marconi e Fabrizio Bartolucci vestono i panni rispettivamente di Raffaello Sanzio e Angelo Colocci. Lucia Palozzi (Atgtp) è curatrice del progetto multimediale. Cecilia David e Laura Salvatorelli hanno curato il trucco e le acconciature.

“L’uomo con il globo in mano” – fa sapere una nota della Sydonia – è un viaggio nello spazio e nel tempo volto alla ricerca “della misura del cosmo”, un percorso scenico che dal passato ci trasporta nella contemporaneità per scoprire come il pensiero di Angelo Colocci, che conquista anche l’animo del “divin pittore”, sia ancora attuale e illuminante. Un percorso investigativo, fatto di enigmi e colpi di scena, che permette di svelare al grande pubblico lo sconosciuto legame tra due illustri personaggi del ‘500: Angelo Colocci e Raffaello Sanzio. Entrambi marchigiani, i due protagonisti sono alla base di un complessa ricerca condotta in occasione delle celebrazione raffaellesche del 2020 da uno studioso marchigiano, Giorgio Mangani, che ha portato alla luce eccezionali connessioni tra i due maestri e costruito nuove ipotesi di lettura della produzione di Raffaello attraverso gli occhi dell’umanista jesino Angelo Colocci. Oltre a valorizzare i due illustri personaggi, la pellicola sviluppa l’intero tessuto della città di Jesi, carico di storia e bellezza, il quale verrà inserito in un contesto allargato che tocca Roma, la città eterna, dove Colocci e Raffaello si formarono e scrissero la storia della cultura italiana del cinquecento.

La regia alterna canoni classici del documentario, con movimenti di macchina precisi ed eleganti, puntualità della messa in scena e massima attenzione all’aspetto fotografico, a episodi narrativi/registici più legati a una parte della ricerca per la quale l’host è costretto a cercare una via d’uscita da alcuni angoli del museo. La colonna sonora evidenzia gli aspetti del racconto più coinvolgenti con sottolineature puntuali. Sono state utilizzate musiche del ‘500 per catapultare lo spettatore nel mondo in cui si muovevano Raffaello e Colocci. I protagonisti del documentario sono Angelo Colocci, uno dei più importanti protagonisti dell’Umanesimo e del primo Rinascimento nella Roma della prima metà del ‘500, e il pittore urbinate Raffaello Sanzio. Le locations in cui è ambientato il racconto sono tutte jesine e collegano, attraverso sguardi lungo il centro storico, Palazzo Colocci, luogo delle origini e dei legami familiari, Palazzo della Signoria uno dei più importanti palazzi rinascimentali delle regione Marche e Palazzo Pianetti sede della mostra portando lo spettatore ad indagare “la misura del cosmo”.

 

‘L’uomo con il globo in mano’: il cortometraggio proiettato nella galleria di Palazzo Pianetti

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