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Una vita passata in corsia,
addio a Gianfranco Camilletti

LUTTO - L'anestesista, in servizio per tanti anni all'ospedale di San Severino e poi ad Ancona, si è spento a causa di una malattia. Aveva 65 anni. Il funerale domani alle 16 a Loreto
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Gianfranco Camilletti

 

di Monia Orazi

Una vita in corsia, quella dell’anestesista Gianfranco Camilletti, venuto prematuramente a mancare ieri sera a soli 65 anni, era appena andato in pensione. Lo piangono tanti operatori sanitari non solo ad Ancona dove ha lavorato negli ultimi anni, ma anche a San Severino, tanti pazienti e coloro che lo hanno conosciuto, nei lunghi anni in cui ha svolto la sua opera di medico anestesista nelle sale operatorie di chirurgia, ostetricia e ginecologia, oculistica. Aveva sempre il sorriso sul volto, modi gentili e la battuta pronta per sdrammatizzare i momenti più complicati per i pazienti, quali sono quelli che precedono un intervento. Al Bartolomeo Eustachio è stata una presenza costante per tanti anni, un punto di riferimento con la sua umanità e la sua professionalità poi si era trasferito a lavorare al Salesi di Ancona, raggiungendo da poco tempo l’età della pensione. Si è spento per una malattia ieri sera alle 23.45. Lascia la moglie Oriana, anche lei di professione medico, il fratello Fabrizio, i nipoti. Il funerale si svolgerà domani alle 16, con una funzione nella parrocchia di Loreto stazione. Il feretro partirà dalla camera mortuaria dell’ospedale di Torrette alle 15.15. Così lo ricorda un collega medico anconetano: «Con sincero dolore ho appreso della scomparsa di Gianfranco Camilletti, Camillo per tutti noi colleghi. Ho vivido il ricordo del giorno in cui lo convinsi a trasferirsi dall’ospedale di San Severino al nostro Salesi. Abbiamo lavorato insieme molto anni, se lo penso mi vengono in mente i suoi modi gentili, il tono scherzoso con cui era capace di smorzare le tensioni e persino le sue ricette di cucina. Ora sono finite per lui le sofferenze e potrà riposare in pace: ciao Camillo». Così lo ricorda un altro collega: «Davide, l’occhio umano arriverà sempre prima di un monitor, non dimenticare mai di guardare il paziente”. Dottor Gianfranco Camilletti. Questa semplice frase non l’ho mai dimenticata ed oggi credo di poter dire che mai affermazione fu più vera e preziosa».

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