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Alla Mole ‘Terra Sacra, l’arte
come segno di rinascita’

ANCONA - In esposizione, i lavori di 35 artisti. Il progetto fa dialogare le opere antiche del territorio, restaurate dopo il sisma di cinque anni fa che ha colpito le Marche e il Centro Italia, e l’arte contemporanea
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La mostra Terra Sacra è in programma alla Mole Vanvitelliana di Ancona dal 27 novembre 2021 all’8 maggio 2022. La mostra è una delle attività previste dal progetto Presente, vincitore del bando Valore Territorio della Fondazione Cariverona. Da un’idea sorta nel 2016 come riflessione e reazione artistica al terremoto che ha devastato il territorio del centro Italia, anche a seguito del rinvio forzato dalla pandemia, la mostra arriva a ragionare, attraverso forme d’arte diverse, sulla stessa esistenza dell’uomo sul pianeta. L’ideatore e curatore di Terra Sacra, Flavio Arensi, la definisce una «restituzione della vita» che coinvolge le opere antiche ferite dal sisma e attualmente custodite e restaurate in un deposito alla Mole Vanvitelliana. La mostra è stata presentata questa mattina alla stampa dal sindaco Valeria Mancinelli e dall’assessore alla Cultura Paolo Marasca insieme con il curatore Flavio Arensi, il presidente del Museo tattile statale Omero Aldo Grassini, il dirigente del servizio Cultura del Comune e segretario generale Giovanni Montaccini. «Stiamo lavorando – afferma il sindaco Valeria Mancinelli – per dare uno sviluppo futuro stabile alla esperienza del deposito della Mole che raccoglie le opere d’arte danneggiate dal sisma arricchendolo ulteriormente di contenuti. La mostra, nata in maniera estemporanea, da una evenienza drammatica e imprevedibile, utilizza valorizza e rielabora anche una parte di quel patrimonio, ponendo la nostra città attivamente al servizio del territorio anche su questo fronte». «Terra Sacra – sottolinea l’assessore alla Cultura Paolo Marasca – è per Ancona diverse cose. Anzitutto, una mostra di rilievo nazionale che è possibile produrre alla Mole in virtù della crescita della Mole e della città in questi anni. Ancona produce uno dei più originali e importanti eventi d’arte contemporanea, è una bella responsabilità. Poi, una grande occasione di ripresa attraverso la cultura: la mostra includerà percorsi specifici per le diverse generazioni, percorsi sul tema dell’accessibilità in collaborazione con il Museo Omero, call e iniziative culturali che la abiteranno nei mesi fino a maggio. Il mondo della cultura di Ancona sarà convocato per costruire azioni nella mostra e sui temi presenti. Come già accaduto in altri casi, ma forse questa volta anche di più, la mostra è una scintilla potente che genera un fuoco destinato a rimanere sempre acceso. Verranno ospiti da fuori, e interverranno soggetti che ad Ancona fanno arte e cultura».

 

Gli Artisti – 120 opere di 35 artisti, portavoce di linguaggi espressivi, spesso molto diversi tra loro: Claudio Abate, Guido Airoldi, Giovanni Albanese, Peppe Avallone, Gianfranco Baruchello, Matteo Basilè, Mirella Bentivoglio, Renato Birolli, Gregorio Botta, Andrea Bruno, Silvia Camporesi, Maurizio Cannavacciuolo, Leonardo Cremonini, Gino de Dominicis, Franco Fanelli, Flavio Favelli, Piero Fogliati, Paolo Icaro, Titina Maselli, Pietro Masturzo, Marco Mazzoni, Zoran Music, Gina Pane, Luca Pancrazzi, Filippo Piantanida, Franco Piavoli, Franco Pinna, Pasquale Palmieri, Roberto Pugliese, Davide Quayola, Salvo, Giorgio Santucci, Giuseppe Spagnulo, Pierantonio Tanzola, Alessandro Tesei, Antonio Marras, Zerocalcare. Questi artisti sono chiamati, anche, a dialogare con le opere antiche selezionate dalla Soprintendenza, e ad agire in alcuni casi nei territori di provenienza di quelle stesse opere.

 

 

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