Sit-in di solidarietà per sostenere
le donne afghane

Sit-in, testimonianze e performance per sostenere le donne afghane sabato 11 dicembre alle 16,30 al Monumento del Passetto ad Ancona. Chi salva una vita salva il mondo intero”, è il messaggio finale che l’associazione Amad di
Ancona, insieme a tante altre realtà, associazioni, danzatrici e performer sensibili e generosi, porteranno al sit-in di solidarietà. A partire da
agosto, quando Amad – Associazione Multietnica Antirazzista Donne – ha avviato il
Progetto Afghanistan, sono state centinaia le richieste di aiuto giunte da uomini ricercati o sopravvissuti ad attacchi da parte dei talebani, ma soprattutto da donne e ragazze rimaste sole e in pericolo con figli piccoli che, per evitare di essere violentate o date in spose a degli sconosciuti, sono rifugiate in luoghi angusti, senza soldi, senza cibo e senza la possibilità di poter uscire per chiedere aiuto. Le volontarie di Amad, alcune di lingua persiana, sono riuscite a stabilire contatti telefonici con tante donne in difficoltà. Fatima (nome di fantasia), appena 19 anni, ogni giorno scrive per raccontare cosa succede. Non ha più una famiglia. Chiede disperatamente aiuto. Il telefono è il suo unico ponte di collegamento con il mondo. Non avendo un uomo al suo fianco non può girare per strada da sola, potrebbe essere rapita, data in sposa ai talebani o venduta al mercato dei trafficanti. Sorte comune che tocca alle vedove e alle giovani, spesso poco più che bambine.
Il prossimo 11 dicembre la loro condizione verrà rappresentata attraverso la performance di teatro danza “Il ladro di fiori” della coreografa Simona Ficosecco, a cura di Accademia 56 e Luna Dance Center. Ci saranno anche testimonianze di donne afgane con cui Amad è in collegamento e che la stessa associazione sta cercando di aiutare. Verrà rilanciato l’appello dell’associazione (http://www.associazioneamad.it) già sostenuto da diverse realtà e associazioni del territorio, collegato ad una raccolta fondi dedicata. Amad sta tentando di creare luoghi sicuri in Afghanistan per coloro che non possono richiedere un passaporto e dando un’opportunità di studio, lavoro e libertà alle donne e le ragazze in Italia.
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