Polpetta avvelenata in giardino,
intossicata una cagnolina:
«Un gesto criminale»

La cagnolina Luna
«A colui/colei cha ha avuto il coraggio e la malvagità di gettare del veleno in questo giardino privato, dove abita una dolcissima cagnolina che ha avuto la sfortuna di ingerirlo: vergogna!» Inizia così lo sfogo di Aldo Nicoletti, il ‘papà di Luna (come lui stesso si definisce), che ieri ha sporto denuncia ai carabinieri dopo l’avvelenamento della cucciola di un anno e mezzo. «Per la mia famiglia sono state ore di ansia e disperazione: Luna è una cucciola molto affettuosa che non ha mai fatto del male a nessuno» prosegue lo jesino che racconta l’agonia di quanto vissuto domenica. Tutto è iniziato alle 11, quando Nicoletti ha notato che la sua cagnolina stava mangiando qualcosa nel giardino di casa, in via Raffaello Sanzio, nei pressi della recinzione che confina con la stradina buia che porta in via Beniamino Gigli. Dopo un’oretta la povera cucciola ha iniziato a manifestare tremori fino a non riuscire più a reggersi in piedi. Preoccupatissimi, i Nicoletti hanno chiamato il numero d’emergenza della clinica veterinaria nella zona industriale di Jesi, portando immediatamente Luna nella struttura per gli accertamenti. E’ emerso che si trattava di intossicazione, presumibilmente da un organo fosforico di tipo diserbante. Si è provveduto a una lavanda gastrica, alle analisi del sangue ed a un trattamento di flebo per ripulire il sangue.
Ci sono volute almeno sei ore prima della comunicazione di un lieve miglioramento della cagnolina. Le ore di ansia e disperazione sono proseguite per tutta la notte, arco temporale in cui l’animale – non ancora fuori pericolo – è rimasto in osservazione. Luna oggi è tornata a casa, ma avrà bisogno di continue cure e un’alimentazione dedicata per il resto della sua vita. Il signor Aldo e la sua famiglia hanno ringraziato «dottoresse e dottori della clinica Carotti Giardinieri Francella per il loro zelo e dedizione alla cura degli animali», condannando «fortemente certi comportamenti irresponsabili. E se al suo posto ci fosse stato un bambino piccolo? Questo è un gesto criminale di persone senza cuore che non sono degne neanche di essere chiamate tali, se la prendono con i più deboli e gli indifesi, siano essi uomini, donne o animali». Dopo questa triste esperienza la famiglia Nicoletti è determinata a promuovere una campagna di sensibilizzazione sugli effetti nocivi di azioni come questa e ad incalzare il sindaco Bacci affinchè la zona buia del quartiere venga messa in sicurezza con una maggiore illuminazione, come chiedono da anni gli abitanti della zona. Nella recinzione del cancello è stato anche apposto un cartello rivolto agli autori del gesto.

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