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Tamponi agli studenti:
arriva il drive through della Marina
«Dobbiamo evitare la Dad»

ANCONA – Sarà operativo, nella sede del Piano, dalla ripresa delle lezioni e potrà processare autonomamente i molecolari, sostenendo un tracing ormai in apnea. Per il momento si parte dal capoluogo, ma l'obiettivo è organizzare una rete più capillare sul territorio. L'assessore Saltamartini: «dobbiamo vaccinare 450mila marchigiani entro il mese di gennaio, riaprire in sicurezza le scuole con il tracciamento e potenziare i sistemi di ventilazione delle aule»
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La postazione della Marina Militare

di Martina Marinangeli

Tamponi agli studenti: nella sede della Marina Militare al Piano arriva il drive through per scongiurare l’incubo della didattica a distanza. Il servizio partirà in concomitanza con la ripresa delle lezioni e, orientativamente, sarà operativo dalle 8,30 alle 13, ma l’orario potrà essere esteso a seconda delle esigenze. Il progetto, denominato Operazione Athena, prevede che la Difesa concorra nell’attività di tracciamento della popolazione scolastica al fine di evitare la dad dove possibile. Al momento servirà l’Anconetano, ma sarà disponibile per le emergenze anche delle altre province, in vista di un potenziamento di altri dispositivi simili da distribuire sul territorio.

L’assessore regionale Filippo Saltamartini

La struttura, collocata a piazza d’Armi, sarà in grado di rilevare fino a 250 tamponi al giorno e di processarne tra i 90 e i 180 in 7-10 ore grazie al fatto che nel capoluogo dorico opera uno dei laboratori diagnostici molecolari di cui la Marina dispone in Italia. Otto le professionalità attualmente impiegate – tre medici, quattro infermieri ed un biologo – appartenenti al Corpo della Marina militare e della Croce rossa. Le prenotazioni potranno essere effettuate tramite la piattaforma Asur. «Siamo in grado di processare i molecolari – spiega il Capitano di Vascello, Cosimo Nesca – perché la nostra struttura ha uno dei laboratori di diagnostica molecolare della Difesa. Ce ne sono 11 in tutto in Italia, tra cui questo di Ancona». Ha poi ricordato il suo “esordio” nelle Marche, ad inizio pandemia, «inviai i due team della Marina militare nella casa di riposo di Cingoli, dove la situazione era drammatica. Quando siamo arrivati, c’erano 40 ospiti, tutti positivi. Dopo due mesi siamo riusciti a ristabilire la situazione».

A presentare il drive through, questa mattina, anche il Sottotenente di vascello Federica Nuccio, biologa della Marina militare, il Capitano di Vascello Ruggiero Battelli e l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini, che ha parlato di uno «straordinario strumento messo a disposizione dei cittadini marchigiani dalla Marina militare, che nei due anni di Covid ha dato un apporto fondamentale e straordinariamente significativo alla lotta alla pandemia nelle Marche». Il titolare della delega ha poi fatto il punto sulle prossime sfide imposte dal Covid: «io sono ottimista, dobbiamo avere fiducia nella medicina. Chi è vaccinato può diventare positivo, ma non finisce in terapia intensiva. Di questo c’è ormai ampia evidenza scientifica e quindi per tornare alla normalità e liberare gli spazi ospedalieri ci dobbiamo tutti vaccinare. I temi principali da affrontare nell’immediato sono tre: vaccinare 450mila marchigiani entro il mese di gennaio (16mila al giorno per raggiungere la copertura totale con la terza dose); riaprire in sicurezza le scuole con un sistema di tamponi che garantisca la didattica in presenza e la tutela dei docenti e su questo abbiamo l’aiuto anche della Marina Militare; potenziare i sistemi di ventilazione delle aule. Nata come un esperimento in collaborazione con gli assessori Latini e Baldelli, la purificazione dell’aria nelle classi si è rivelata molto utile azzerando quasi i casi Covid dove è prevista. Il nostro esempio è stato ripreso anche a livello internazionale. Infine – ha concluso Saltamartini – un ringraziamento doveroso va a tutto il personale sanitario e ai volontari della Protezione Civile: siamo la Regione con il più basso numero di decessi rispetto alle persone che si sono recate in ospedale, segno che il nostro sistema sanitario ha risposto più che bene».



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