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Vaccini bluff, l’inchiesta si allarga:
in un biglietto la lista dei clienti

INDAGINE - Sarebbero un'altra ventina le persone coinvolte, oltre alle 50 già colpite dall'ordinanza del gip di Ancona. Si tratterebbe di no vax che avrebbero pagato per le false iniezioni: alcuni sono in corso di identificazione. In un foglio scritto dall'infermiere arrestato erano annotate le operazioni vaccinali del 23 dicembre. Dalle intercettazioni spunta il ruolo di un quinto intermediario
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L’infermiere Emanuele Luchetti

 

Si allarga l’inchiesta Euro Green Pass sui vaccini bluff al Paolinelli di Ancona, le 50 misure cautelari firmate dal Gip di Ancona Carlo Masini potrebbero essere solo la punta dell’iceberg. A quanto risulta, infatti, ci sarebbero un’altra ventina di persone coinvolte, indagate a piede libero. Se si esclude la dirigente dell’Ars Liana Spazzafumo che avrebbe avuto un altro ruolo nella vicenda, per la maggior parte si tratterebbe di altri presunti clienti, che avrebbero pagato somme di denaro per le false iniezioni del vaccino anti Covid utili a ottenere il green pass. A cui si andrebbe ad aggiungere anche un altro presunto intermediario.

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L’arresto dell’infermiere Emanuele Luchetti

L’inchiesta ha già portato in carcere l’infermiere 50enne Emanuele Luchetti, considerato il dominus del sistema, cioè colui che intascava i soldi per far finta di vaccinare clienti compiacenti così da far ottener loro il green pass; ai domiciliari i quattro considerati gli intermediari o i procacciatori dei clienti: il civitanovese Daniele Mecozzi, 45 anni, titolare del ristorante Casablanca, l’avvocato anconetano Gabriele Galeazzi, 51, l’anconetano Stefano Galli, 50, e la romena Daniela Maria Zeleniuschi, 41; e all’obbligo di firma o di dimora altre 45 persone, tra cui 13 dell’Anconetano, considerate i clienti e accusate di aver pagato tra i 300-450 euro per le false vaccinazioni. Per tutti, le accuse a vario titolo sono di corruzione, peculato e falso.

06a2856d-2b56-4498-880f-cd4efb0aa6ef-650x379-1-325x190Per quest’altro gruppone di presunti clienti gli accertamenti sono in corso. Alcuni no vax, almeno undici, sono ancora in via di identificazione da parte degli agenti della Squadra Mobile. Altri, al di fuori del gruppo degli undici, sarebbero andati al Paolinelli in un periodo anteriore al primo dicembre, data di inizio delle indagini, e successivo al 18 dello stesso mese, data delle ultime certificazioni accertate. 

Senza-titolo-5-650x369-1-325x185A dar forza a questa tesi il sequestro di un bigliettino scritto di suo pugno dall’infermiere e consegnato agli inquirenti dal medico detective che l’ha incastrato. In quel biglietto Luchetti avrebbe rendicontato le vaccinazioni del 23 dicembre. Infatti, secondo il Gip, proprio l’antivigilia di Natale «si sono ripetute analoghe fattispecie, a dimostrazione dell’attualità delle condotte e della reiterazione dei reati in oggetto». Insomma, anche il 23 dicembre l’infermiere avrebbe continuano con le false vaccinazioni. Dall’altra parte, il sospetto che la pratica dei vaccini bluff fosse iniziata prima del periodo monitorato dalla Squadra mobile, sarebbe confermato da alcune intercettazioni dello stesso Luchetti mentre parla con il medico detective. «No, non siamo partiti adesso, in questo discorso qui», dice l’infermiere. E ancora: «Ma guarda, non era quelle cifre lì, era de 50». Il riferimento è al prezzo per ogni singola vaccinazione falsa, che sarebbe partito da 50 euro per poi lievitare fino a 300-450 euro.

Gli inquirenti sono anche a caccia di altri presunti intermediari, emersi sempre dalle parole di Luchetti. Il 18 dicembre scorso, l’infermiere mentre parla col medico che crede essere suo complice, dice: «C’è una di Fabriano, che è la stessa che ne ha portati due su oggi, che è in attesa di portarne altri quattro». E ancora: «Comunque le fonti sono diverse, adesso man mano andiamo avanti». A inizio del scorso mese, l’infermiere in merito a un presunto canale aveva anche accennato a un ex primario. Ulteriori riscontri si potranno avere dall’analisi dei dispositivi informatici (almeno una quarantina) sequestrati agli indagati. Dovranno essere scandagliati dall’analista forense Luca Russo. Domani è previsto l’interrogatorio di garanzia dell’infermiere, il 17 quelli dei 4 presunti procacciatori finiti ai domiciliari.

 (Redazione Cm)

 

 



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