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Addio a Emma Ratti:
fu portavoce di Spacca

ANCONA - Avrebbe compiuto 73 anni il prossimo 10 febbraio. L'ex Governatore: «Non esistevano standard, prototipi o rigidità. Solo creatività, fantasia e ironia. Luci da sperimentare, mai ombre in cui incupirsi»
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Emma Ratti

E’ venuta a mancare nella giornata di ieri Emma Ratti.
Giornalista e portavoce dell’ex presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, è stata trovata priva di vita all’interno del cortile del palazzo dove abitava in via Marconi, nel quartiere degli Archi.
Avrebbe compiuto 73 anni il prossimo 10 febbraio.
In pensione da 10 anni, per un periodo si era trasferita prima a Trieste e precedentemente era stata in un’isola sulla Manica per tornare quindi ad Ancona lo scorso anno.
Ex moglie di Mariano Guzzini, ex presidente della Provincia di Ancona, del Parco del Conero e scrittore, la notizia della sua morte ha creato un enorme dolore da parte di quanti la conoscevano.
«Emma – ricorda l’ex Governatore Spacca – ha deciso che in questa esistenza non ci fosse più nulla che la sua innata curiosità potesse sperimentare. Così se ne è andata, come ha fatto tante volte nella sua vita, come quando si ritirò per alcuni mesi in un’isola tra Francia e Inghilterra, sulla Manica, lasciandomi senza ‘voce’. Non era mai conformista, banale e stereotipata – prosegue -. Non esistevano standard, prototipi o rigidità. Solo creatività, fantasia e ironia. Luci da sperimentare, mai ombre in cui incupirsi. Un mondo forse troppo diverso dall’attuale realtà. Ci siamo lasciati a Capodanno con un grande abbraccio. Non avrei mai immaginato – conclude – che sarebbe stato l’ultimo in questa vita».
A ricordarla è stata anche la Regione Marche, dove per anni aveva lavorato.
«Mai avremmo voluto scrivere righe in tua memoria Emma, né condividere sentimenti di sconforto e incredulità come quelli che stiamo provando – ha scritto l’ufficio stampa -. Per alcuni sei stata una maestra, per altri un’amica, per altri solo collega ma in ogni caso sempre e comunque un punto di riferimento inevitabile e spesso indispensabile. La certezza di trovare sempre passione per il confronto, per il dialogo, l’impegno sincero nel prospettare soluzioni ai problemi, la capacità di saper prendere il meglio dagli altri. Memorabili le tue prese di posizione, la determinazione forte che lasciava spazio talvolta alla fragilità, ma mai come elemento di debolezza, anzi di umanità praticata e condivisa. Hai affrontato – continua – molte sfide come nel tuo carattere di combattente, con intraprendenza, con la voglia sempre di rinnovarti e ricostruire da dove eri rimasta e sei sempre stata per noi esempio di coraggio e di forza di volontà. Siamo impietriti di dolore, indimenticabile Emma».

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