
La nuova ala del Museo della città con ingresso su via Buoncompagno
di Giampaolo Milzi
Luci ed ombre sulla situazione degli spazi espositivi della città, una situazione ancora incapace di soddisfare le esigenze di associazioni e singoli artisti di organizzare mostre. La luce di fondo? Si è accesa con l’annuncio dell’assessore comunale alla Cultura Paolo Marasca – il quale è consapevole che Mole Vanvitelliana e Pinacoteca non possono bastare – che parla di «lavori in arrivo per la messa in rete di alcuni siti (del centro storico, ndr); un’operazione, su cui si sta ragionando con i progettisti», che è volta a coinvolgere contenitori municipali, ovvero «la Biblioteca Benincasa e la Pinacoteca Podesti, il Museo Città, l’Arco Amoroso ed anche la chiesta di San Domenico».

L’interno del Museo della Città
Le certezze sull’ampliamento del numero di locali a disposizione prevedono tempi diversi, definiti e non definiti. Luci ed ombre, appunto. Occhi puntati, dopo tanta attesa, sulla «riapertura fissa della nuova ala del Museo della Città» assieme all’ala principale. Mentre per l’Atelier dell’Arco Amoroso la notizia è buona a metà: «Vero che i locali sono tornati in possesso del Comune dal 1 marzo 2021», ma dopo un anno che sono stati liberati dalla Prefettura (che li aveva ricevuti nell’autunno 2018 in comodato d‘uso gratuito dall’Amministrazione comunale per svolgere pratiche relative ai migranti richiedenti asilo), Marasca si limita a sperare «che i lavori di adeguamento di cui necessitano si faranno presto» senza però sbilanciarsi sul quando. Ma andiamo per ordine.
Cominciando con la nuova ala del Museo della città in via Buoncompagno, denominata “Spazio presente” quando venne formalmente – ma non sostanzialmente – inaugurata nell’ormai lontano 23 aprile 2018 con la mostra della collezione dei più importanti oggetti di design dal celebre Achille Castiglioni e poi rimasta inutilizzata. Si tratta di 400 metri quadri più una terrazza che dà su piazza del Plebiscito. Dopo tante lungaggini tecnico-burocratiche rifiorirà la prossima primavera, assicura l’assessore. Anche gli allestimenti interni con pannelli per la proiezione di video, zone per laboratori e mostre varie, e il percorso espositivo principale dedicato al ‘900 sarebbero ok. Così come il sistema di passerelle che dovrebbe rendere visitabile la zona archeologica sottostante (scoperta in fase di cantiere) capace di raccontare una pagina importante dello sviluppo stratigrafico-urbanistico di Ancona in quell’area, dall’età romana repubblicana dell’Urbs Dorica al periodo Rinascimento.
L’altra novità positiva riguarda, sottolinea Marasca, «la programmazione per i prossimi mesi di esposizioni a Palazzo degli Anziani in collaborazione con la Biblioteca Comunale». Biblioteca che è stata recentemente trasferita da Palazzo Camerata, nelle varie stanze del piano terra (lato piazza Stracca) di Palazzo degli Anziani, appunto. Palazzo che – va rimarcato – al piano terra sul fronte porto-piazza Dante Alighieri, è dotato di quattro grandi spazi di 72 metri quadri ciascuno collegati tra loro e con una sala soppalcata di 180mq. Tutti questi locali sono stati bonificati (risolto il problema delle infiltrazioni d’acqua) ristrutturati e rimessi a nuovo (ci sono anche i servizi igienici) per una spesa di 350mila euro nel novembre 2019. Ebbene, da allora sono stati usati solo per una mostra di modellismo, pittura, fotografia e presepi a cavallo tra la fine di quell’anno e l’inizio del 2020. Poi il nulla nei successivi 26 mesi.

Palazzo Anziani
In fase di definizione del progetto, si era pensato alla creazione, tra l’altro. di un grande urban center, con addetti alle informazioni turistiche e materiale divulgativo dei vari siti di importanza archeologica, architettonica e artistica del centro storico e del colle Guasco. Con l’accelerazione del piano nuovo “waterfront” si spera che questo sito possa ospitare anche esposizioni.
Tornando agli interrogativi sull’Atelier dell’arco Amoroso, va ricordato che parte dei lavori di cui ha bisogno, quella relativa alla messa a norma delle strutture tecnico-impiantistiche delle tre sale al piano terra, era stata effettuata dalla Prefettura, per un costo di circa 10mila euro, prima di insediarsi, nell’autunno del 2018.
«La Prefettura aveva adeguato l’Atelier al servizio ufficio e ricevimento pubblico. Il Comune ha valutato di dover fare altri lavori per garantire il rispetto della normativa per le sedi espositive. In particolare tinteggiatura, infissi, smaltimento di materiali, quadro elettrico. Ciò per garantire una affluenza di pubblico per esposizioni». Purtroppo per questo ulteriore cantiere deve essere ancora redatto il progetto così come devono essere individuati in bilancio i fondi necessari. Da qui l’incertezza di Marasca sui tempi di riapertura.
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